La manifestazione
Il Comune: «Tracciabilità, andiamo avanti»
Per il vicesindaco: la sentenza del Tar non è una «bocciatura tout court». E ora apre al confronto con le imprese
Luca Barbieri
carrara. Sulla tracciabilità dei blocchi piazza Due Giugno va avanti e non chiude al dialogo con le aziende. Per il vicesindaco con delega al lapideo Matteo Martinelli la sentenza del Tar di Firenze dei giorni scorsi non è una «bocciatura tout court»; anzi, riflette, «è un input a proseguire, apportando le migliorie indicate». E così, dopo un paio di giorni di no comment, da palazzo civico mettono in fila le repliche, anche dopo le parole dell’opposizione, sulle quattro sentenze sulla tracciabilità con il tribunale amministrativo fiorentino che ha accolto i ricorsi che chiedevano l’annullamento della delibera di consiglio del luglio 2020 con al centro la modifica al regolamento per la gestione e la riscossione del contributo regionale.
E allora il sindaco Francesco De Pasquale, a sentire che quella «rivoluzione» è rimasta soltanto nei programmi elettorali, proprio non ci sta. «Regolamento degli agri marmiferi, Ricognizione, Pabe e anche il sistema di tracciabilità (aggiunge anche quest’ultimo, ndr): in quattro anni abbiamo rinnovato e rivoluzionato gli strumenti di gestione del sistema lapideo, atti che nessuno prima aveva avuto il coraggio di definire. Chi dice che abbiamo conseguito zero risultati in quattro anni mente, sapendo di mentire. Abbiamo rivisto al rialzo la tariffazione, cancellato il rinnovo automatico della concessione a 29 anni, introdotto norme a tutela dell’ambiente e del paesaggio e abbiamo pungolato le imprese a fare di più, per l’occupazione e in generale per la città. Il tutto partendo da una oggettiva situazione di arretratezza, anche sul fronte normativo», rivendica il primo cittadino. E sul caso specifico la parola passa prima al vicesindaco, poi al presidente della commissione marmo Stefano Dell’Amico. «Il Tar ha respinto diverse censure avversarie e ha ritenuto di accogliere il motivo sulla mancata partecipazione. Nessuno vuole sottovalutare questa obiezione: va detto però che il pronunciamento non è affatto una bocciatura tout court, come qualcuno vuol far credere, ma si limita alla previsione di una “fase di sperimentazione”. Il sistema di tracciabilità è un meccanismo complesso, dal punto di vista tecnico e normativo – dice Martinelli – Per noi questa sentenza è un input a proseguire il precorso, apportando le migliorie indicate dal Tribunale». «Andiamo avanti. A breve convocheremo un tavolo tecnico per risolvere la questione posta dal Tar. La tracciabilità è indispensabile al monitoraggio della filiera corta e per arrivare a una certificazione di qualità del nostro marmo. Il pronunciamento del Tar rigetta di fatto le principali obiezioni all’introduzione del sistema sancendo che “non può essere esclusa l’esistenza di un potere in capo al comune di onerare le imprese all’identificazione del materiale estratti” e che “la tracciabilità costituirebbe un metodo legittimo per una più puntuale individuazione della qualità e della quantità dei materiali estratti”», continua Dell’Amico che conclude: «Ci sono stati alcuni malfunzionamenti, ma subito risolti; non mi risultano sanzioni. Ci saranno un confronto con l’avvocatura e un discorso con le imprese: la volontà è quella di proseguire anche se la sperimentazione per ora si prende una pausa. Però non si può dire che il sistema sia stato calato dal nulla, ci sono stati tutorial, video e anche incontri in questi anni con le aziende». —
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