Gioco
Chiusura anticipata in zona movida La rabbia dei gestori: siamo penalizzati
Un coro unanime. «Il coprifuoco alle due scatta solo qui dove c’è gente, così va a finire che non lavoreremo proprio più»
Alessandra Poggi
marina di carrara. L’ordinanza di chiudere i locali alle due di notte non piace. Non piace ai locali di Marina che si sentono doppiamente penalizzati: da una parte la chiusura riguarda solo alcune zone del territorio, dall’altra dopo mesi pensavano che almeno l’estate si potessero lavorare. Invece no. Per mettere un freno ai fenomeni legati alla mala – movida e su suggerimento dei residenti, l’amministrazione ha rispolverato l’ordinanza dello scorso anno che prevede la chiusura anticipata. Un freno che non piace come spiega Giacomo Timbro il titolare del Bon Pro di via Rinchiosa: «la chiusura alle due del mattino c’era già – dice – quello che ci dà fastidio e che sia valida solo perché è l’unico punto dove c’è gente. Dovrebbe essere uguale per tutti sennò succede che dopo le due la gente si sposta su Avenza o su Carrara, e magari si abitua ad andare altrove. Noi ci siamo fatti il mazzo per mantenerci le persone, non siamo scappati di casa e ci paghiamo la sicurezza da soli. Non va bene che le imposizioni si facciano solo su una zona di Marina. Non siamo mica Pinko Pallino. Non è giusto che per colpa di qualche ragazzino la paghino bar e ristoranti. Nella mia zona la qualità si è alzata molto, la clientela è raffinata e c’è calma. Che diano qualche daspo urbano o costringano i ragazzini che fanno casino a firmare alle ventidue, così a Marina non ci vengono». Contrario anche Nicola Gianfranchi del Johnnie Fox's di viale Colombo: «a noi questa ordinanza non sta bene – spiega – perché siamo un locale notturno e ci tagliano le gambe. Certo è più facile fare un’ordinanza che punire i locali, è più facile far chiudere tutti che andare a controllare. In più a me non hanno dato il suolo pubblico per dieci metri di pista ciclabile. I nostri clienti sono all’interno e non si picchiano». Contrario anche Alessandro Palagi del centralissimo bar Samba:«abbiamo sempre chiuso alle due – spiega – ma dopo le chiusure del Covid è giusto che i locali notturni possano lavorare. Il problema come al solito sono i residenti ma la movida c’è da sempre. Dopo un anno di riposo vorrebbero continuare così, ma devono pensare che dentro i bar e i ristoranti ci sono persone che hanno famiglie da mantenere. Se ci sono ragazzini esagitati la colpa non è dei bar. È un dato di fatto». No anche per Diego Crocetti della Maison di via Rinchiosa e Maison sul mare del bagno Lunezia: «trovo l’ordinanza assurda – dice – in un momento come questo dove siamo quasi tornati alla semi normalità e dove non c’è più coprifuoco il sindaco impone un orario. La trovo una misura restrittiva ridicola anche perché sono sempre i soliti quattro ragazzi. Più si legano le persone è più cercano di liberarsi. In questo momento c’è bisogno di libertà e fiducia, non di chiudere ancora. Per noi sono due mesi di lavoro, come si fa a mettere ancora dei paletti ?» —
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