Il Tirreno

Eutanasia legale 

Un referendum nel nome di Trentini

Manuela D’Angelo
Un referendum nel nome di Trentini

Marco Cappato a Massa e a Carrara per la campagna Obiettivo: raccogliere 500mila firme entro fine settembre 

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carrara. È dedicato a Davide Trentini l’avvio della campagna a Massa Carrara per l’approvazione del referendum sull’eutanasia legale, depositato, su iniziativa dell’Associazione Luca Coscioni, lo scorso 20 aprile in Corte di Cassazione e che in Italia ha già raccolto la disponibilità di oltre 6000 volontari e una rete di sindaci, avvocati e autenticatori, pronti ad arrivare all’obiettivo di 500mila firme da consegnare entro il 30 settembre.

«Quella del referendum– ha detto Marco Cappato, arrivato ieri pomeriggio a Massa per raccogliere le prime firme e discutere con il comitato organizzativo locale– è l’ultima occasione in questa legislatura per affrontare il tema dell’eutanasia, perché il Parlamento non ha mai risposto neanche ai richiami della Corte costituzionale e quindi o raccogliamo entro il 30 settembre 500mila firme, oppure si andrà alla prossima legislatura, il che vorrebbe dire aspettare 4– 5 anni prima di vedere una legge». Obiettivo del referendum, spiega Cappato, è quello di «dare ai cittadini direttamente la possibilità di scegliere tra l’eutanasia clandestina, che c’è già, e l’eutanasia legale che vogliamo noi, fatta di regole e responsabilità chiare. Massa– continua– è una città legata alla vicenda di Davide Trentini, al suo coraggio, alla sua generosità, e oggi torno qui con una grande speranza: che la sofferenza di Davide non sia passata inosservata». Davide Trenitini, massese, malato di sclerosi multipla, morì il 13 aprile 2017, a 53 anni, in Svizzera, con il suicidio assistito, accompagnato da Mina Welby e sovvenzionato in parte dall’Associazione Coscioni; motivo per il quale i due furono accusati e processati per il reato di induzione o aiuto al suicidio, poi assolti definitivamente dalla Corte di Appello di Genova il 28 aprile del 2021. «Il processo è finito dopo 4 anni e 9 udienze– ricorda Cappato– ma i malati terminali non hanno così tanto tempo, ecco perché servono delle buone regole, e il referendum è l’occasione giusta per ottenerle anche in memoria di Davide». A farsi promotrice della campagna per la legalizzazione dell’eutanasia, attraverso il referendum, è stata la consigliera comunale di Massa Elena Mosti: «Siamo pronti a fare tutto il possibile per arrivare a raggiungere le 500mila firme. Vorrei fare qualcosa di buono per la mia comunità; sento che questa è la strada giusta per tornare ad impegnarsi nelle cose importanti». —

Manuela D’Angelo

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