Gioco
La “rivoluzione” grillina frena Le parti tornano a confrontarsi
carrara. Cominciamo dai fatti. Il Tar ha preso atto dell'improvvida decisione del Comune di porre in essere un sistema di rilevazione senza tenere conto che lo stesso sistema, se anche potesse essere concepito con l'utilizzo di trasmissioni telematiche, non può non considerare le peculiari situazioni logistiche delle Alpi Apuane.
Difatti il Tar sottolinea l'opportunità di una procedura condivisa con le aziende, con una fase di sperimentazione attenta e che tenga conto appunto delle zone montuose difficilmente raggiungibili dal segnale del palmare.
Viene pertanto annullato “ab origine” l'atto del Comune e a cascata tutti gli atti conseguenti.
Adesso, cosa succederà? L’unica strada percorribile (per la quale ci si starebbe già muovendo) è quella del confronto, insomma di fare un passo indietro rispetto a quello che è stato contestato in sentenza e che, di fatto, ha provocato la bocciatura del sistema di tracciabilità.
Sembra, ma le conferme ufficiale dovrebbero arrivare solo nei prossimi giorni, che Comune e Confindustria, ma più in generale gli imprenditori del marmo che hanno fatto ricorso sulla tracciabilità, siano pronti a mettersi a un tavolo per trovare una sorta di sintesi. Per fare in modo che il braccio di ferro possa arrivare a un punto di incontro. Senza dimenticare che, su quella che doveva essere la rivoluzione grillina sul marmo, il Tar ha accolto la tesi degli industriali. —A.V.
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