Finanza
Cella guarda al civismo e punta a un’alleanza con M5s e dissenzienti
Il leghista: «Tante persone di sinistra sono scontente» E su Lorenzetti: «Se saremo uniti non avrà opportunità»
montignoso. Senza dubbio è una critica secca all’amministrazione montignosina e al sindaco Gianni Lorenzetti, ma è anche un appello a tutta l’opposizione. A quella di centro destra, chiaro, ma pure a quei 5 Stelle che la spalla all’amministrazione non l’hanno mai fatta e a quella parte della sinistra che – ne è certo il leghista Andrea Cella – del lavoro della giunta Lorenzetti non è soddisfatta. Perché – sostiene il consigliere montignosino, vicesindaco a Massa – «il dissenso è trasversale: dalle forze di centrodestra ai 5 Stelle, arrivando anche a numerose persone storicamente di centro sinistra. Le persone chiedono maggior trasparenza nelle procedure decisionali dell’amministrazione, maggiori risposte in merito a criticità come la presenza di una discarica. Tali richieste sono cadute nel vuoto per cinque anni».
Ecco quindi l’appello: «È possibile unire tutte le forze che credono in un cambiamento? La risposta è senz’altro sì, con una figura di candidato a sindaco che possa garantire trasparenza, equilibro e partecipazione nelle scelte».
Cella non pensa ad un candidato leghista o ad un volto del centro destra, piuttosto sposa la soluzione del civismo: «Ancor meglio se, per marcare il distacco con il passato ed equidistanza fra le forze politiche locali, il candidato sia un reale rappresentante di civismo che possa quindi essere votato senza preconcetti di appartenenza. È senz’altro difficile individuare la persona giusta, ma da tempo la minoranza lavora per trovarla. Purtroppo però il tempo non è infinito ed è giunta l’ora di scegliere: la sintesi sarà trovata solo e soltanto se ogni persona che creda nel cambiamento sia capace di mettere da parte l’orgoglio ed accettare di far parte di questo ambizioso progetto senza veti aprioristici».
Cella è certo che Lorenzetti e la sua giunta abbiano lavorato male «non sapendo fornire risposte – motiva – sulla discarica di cava fornace, su una vera e propria riqualificazione del porticciolo e di diversi immobili comunali che versano in uno stato di degrado, a partire da Villa Schiff per finire all’ex scuola di Renella. Discutibili anche diverse scelte urbanistiche, in stato di abbandono il territorio montano. Tutto ciò ha aumentato la divisione all’interno dello stesso Partito Democratico che non ha sanato la spaccatura consumata durante le elezioni comunali del 2016 che videro la nascita della corrente di Montignoso Democratica. Lorenzetti – Cella tira le fila – per avere una chance di vincere le elezioni deve sperare in un’alternativa frastagliata: per questo, data l’assenza della possibilità di un ballottaggio, è necessario unire le forze dietro una figura di candidato sindaco alternativo e credibile, capace di far sintesi con tutte le componenti che credono nel cambiamento. Credo che il centrodestra sia pronto alla sfida e fra le sue possibilità ha da sempre anche quella di correre da solo con la forza dei propri simboli di partito: certamente lo farà, se la sintesi tanto auspicata non dovesse concretizzarsi in questi giorni». —
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