Il Tirreno

La sinergia con l’università di firenze 

Accademia e facoltà di Architettura insieme per “rigenerare” la città

Accademia e facoltà di Architettura insieme per “rigenerare” la città

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carrara. Un rapporto di collaborazione, quello recentemente attivato tra il Dipartimento di Architettura dell’Università di Firenze e l'Accademia di Belle Arti di Carrara, con la precisa volontà di ridisegnare la morfologia delle relazioni tra un materiale (il marmo) e il suo territorio di origine e trasformazione, con l'obiettivo di riattivare una catena virtuosa del valore attorno al prodotto lapideo.

A partire da questa nuova sinergia, si vuole recuperare e integrare qualità e cultura locali a rischio di “estinzione”, e valorizzarle dentro un modello attualizzato di alta specificità produttiva locale.

Parole d'ordine del progetto sono “sostenibilità”, “rigenerazione” e “upgrade tecnologico”, come parte integrante di una strategia più articolata per il rilancio delle attività di lavorazione del marmo e della città nel suo complesso. «A questo – si legge nella nota firmata dal direttore dell’Accademia, Luciano Massari e dal oprofessor Giuseppe De Luca, direttore del Dipartimento di architettura Università degli Studi di Firenze – si aggiunge la volontà di riportare a Carrara il centro del dibattito contemporaneo sulla ricerca poetica e formale, grazie ad esperienze e occasioni di contaminazione controllata del progetto, tra arte e design, in cui tornano ad essere centrali fattori come il “riuso” degli scarti di estrazione e una nuova ricerca sperimentale sulle forme e le tecniche di lavorazione».

«Attraverso il potenziamento di un approccio culturale ereditato dal passato, che guarda al futuro, e con l'elaborazione di modelli estetico-funzionali capaci di stimolare attività produttive diversamente “ecologiche” e strategicamente “riappaesate”, viene proposto qui un modello non necessariamente delocalizzato e per questo ecologicamente interconnesso – continua la nota – Il Dipartimento di Architettura di Firenze e l'Accademia di Carrara hanno quindi scelto di siglare una convenzione per sviluppare e promuovere iniziative condivise, anche sperimentali, di ricerca e di formazione, e sostenere in un'ottica di sistema il potenziamento delle relazioni tra due settori (quello dell’arte e quello del prodotto) strategici del made in Italy. In particolare, la convenzione avrà ad oggetto: lo svolgimento e lo sviluppo congiunto di progetti di ricerca, anche in sinergia con altre istituzioni pubbliche e/o private; l'organizzazione e l'attivazione congiunta di corsi di studio e di alta formazione; l'organizzazione di convegni, dibattiti, seminari mostre e manifestazioni su specifiche tematiche che saranno di volta in volta individuate».

Così, anche grazie a una didattica diffusa e parzialmente dislocata nei laboratori artigiani ed artistici del territorio, Accademia e Università proveranno a rigenerare Carrara sul modello delle antiche scuole industriali e dei grandi programmi “utopisti” di formazione. In linea con una tradizione di stretta relazione tra progetto e produzione (artigianale e industriale), questo inedito connubio creerà nuovi prodotti, nuovi linguaggi, nuova professionalità e nuova cultura sul modello del Bauhaus o della più vicina Scuola di Ulm. Un’utopia da cui far rinascere Carrara, un’utopia che può diventare realtà. —

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