Sicurezza
Sindacato di polizia scrive al questore: «No alle volanti per la movida»
Il segretario del Sap chiede una riorganizzazione del personale: «Inaccettabile che gli agenti vengano distolti dalle loro funzioni»
carrara. Sul tema movida e sicurezza sono intervenuti in tanti. Commercianti, residenti, politici. E adesso anche loro, quelli che ogni sera di movida sono lì, ad assicurarsi che tutto fili liscio: la polizia. Interviene infatti il segretario provinciale del sindacato autonomo di polizia, Alessandro Baialardo, con una lettere indirizzata al questore e in cui chiede che venga rivista l’organizzazione del personale.
«Questa organizzazione sindacale non può che esternarle quello che è il suo dissenso circa l’impiego del personale delle volanti nei servizi legati al fenomeno aggregativo ai più noto come movida e andando sin da subito nello specifico, nei servizi di ordine pubblico all’uopo organizzati – scrive al prefetto –. Sino alla data odierna, a causa della pandemia, i limiti orari che hanno gravato sulle attività commerciali e sulla libera circolazione dei cittadini hanno considerevolmente limitato gli eccessi legati al fenomeno, ma, per l’appunto, da oggi tutto cambierà, il liberi tutti, da un lato auspicato e dall’altro temuto, è infine arrivato e per questa organizzazione sindacale è arrivato il momento di riconsiderare l’organizzazione dei servizi».
Il problema è ancor più rilevante, dicono, «se abbinato al fisiologico incremento di residenti che sin dai prossimi giorni ed in particolare nei fine settimana, interesserà la nostra località, con la conseguente impennata del numero degli interventi di polizia che graveranno sul personale dell’ufficio volanti. Proprio per questo motivo è auspicabile che il personale dell’ufficio prevenzione generale e soccorso pubblico sia liberato, sin dal prossimo fine settimana, dall’onere dell’ordine pubblico».
Secondo il sindacato la «presenza di due volanti sul territorio, in generale, ma principalmente nei turni serali/notturni dei fine settimana, è il numero minimo utile a garantire la sicurezza degli operatori su strada, a tutelare la loro incolumità fisica. Ci consenta signor Questore, ma troppo spesso sentiamo parlare di necessità di prevenire, di dare risposte alle richieste di sicurezza, alla tempestività nel fornire un pronto intervento, ma, quasi mai, sentiamo parlare della nostra sicurezza, della nostra salute, dei rischi legati ad intervenire da soli anche se per fermare un semplice ubriaco. Fare l’operatore di volante è un lavoro duro, difficile, sia ha poco tempo per pensare, bisogna decidere ed agire in un secondo e talvolta solo sperare di non sbagliare». —
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