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le carte bollate 

Ricorso al Tar sulle concessioni il Comune spende 45mila euro

L.B.
Ricorso al Tar sulle concessioni il Comune spende 45mila euro

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carrara. Concessioni demaniali marittime: le carte bollate alle casse comunali costano circa 45 mila euro. Per il ricorso al Tar dell’Agcom – Autorità garante della concorrenza e del mercato-antitrust – contro il Comune di Carrara per il rinnovo delle concessioni balneari fino al 2033 piazza Due Giugno spenderà 45 mila euro per un legale esterno all'ente. Lo stabilisce una delibera di giunta dei giorni scorsi che dà mandato agli uffici «di individuare un professionista esterno a cui affidare l’incarico». «L’avvocatura interna del Comune», si fa sapere tramite il documento infatti, ha comunicato «la propria impossibilità a difendere l’ente nel giudizio instaurato innanzi al Tar Toscana». L'udienza della causa è fissata per mercoledì 14 luglio. Insomma, i tempi sono stretti ed è per questo che è scattata «l’estrema urgenza di provvedere all’individuazione di un legale esterno a cui affidare la rappresentanza in giudizio per la tutela dei propri interessi». Per farlo il Municipio ha messo così sul piatto 45 mila euro. Riepilogando la vicenda, Agcom chiede l'annullamento della delibera di palazzo civico del 25 settembre 2020 con la quale il Comune, recependo le normative nazionali (e regionali), metteva nero su bianco l’estensione delle concessioni demaniali marittime con 15 anni di proroga, partendo dalla legge 145 del 2018 (ecco da dove arriva la data del 2033). Agcom chiede invece di annullare la validità delle concessioni: le proroghe automatiche sarebbero in contrasto con il diritto europeo e le spiagge andrebbero affidate tramite immediate gare pubbliche, chiedendo l'applicazione della direttiva “Bolkestein”. Questo il concetto con due casi simili, Piombino e Carrara, con il primo Comune che aveva affidato la proroga delle concessioni a una determinazione dirigenziale, la città del marmo a una delibera, appunto. Se la sentenza del Tar verrà di fatto bissata anche per Carrara – accogliendo il ricorso – le strade di fronte sarebbero due: appellarsi al Consiglio di Stato o rendere nulla la delibera del settembre scorso con la proroga automatica. —

L.B.

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