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l’autopsia 

Alessandra uccisa da almeno dieci coltellate

Alessandra uccisa da almeno dieci coltellate

L’esame del medico legale sul corpo della 25enne assassinata dall’ex marito conferma la causa della morte ipotizzata dagli inquirenti

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carrara. Almeno dieci coltellate. Sono quelle che hanno ucciso Alessandra Piga, 25 anni, anche se, da prime indiscrezioni, emerse dall’autopsia di ieri sembrerebbero essere molte di più. L’esame ha confermato la causa della morte ipotizzata dagli inquirenti. A ucciderla, è stato l’ex marito, Yassine Erroum, che adesso si trova in carcere.

Lui stesso, davanti a pubblico ministero e giudice per le indagini preliminari, non ha negato l’omicidio e sarebbe stato inutile. I carabinieri di Sarzana, lo hanno arrestato in flagranza nella villetta a schiera a Castelnuovo Magra, dove era anche il cadavere della donna.

Inoltre c’è la testimonianza della sua nuova compagna, una trentenne di Carrara che quel pomeriggio aveva accompagnato Alessandra in quella casa, insieme a un’altra amica. Si era fatta da tramite per permettere a Erroum di vedere il figlio di due anni ed è diventata, suo malgrado, il testimone chiave dell’omicidio. Ha trascinato i due bimbi – il suo e quello della coppia – in bagno e da lì ha sentito tutto: le grida di lei, la rabbia di lui, i colpi, le richieste di aiuto, i pugni sulla porta dell’amica rimasta fuori dalla casa e che voleva entrare per salvarla. E ai carabinieri ha fatto mettere a verbale anche che lui, dopo averla uccisa a coltellate, ha chiesto a lei di sbarazzarsi della cocaina. Come se quello fosse il reato più grave.

Durante il tragitto verso l’ospedale, il 29enne ha raccontato quanto accaduto a un carabiniere che ha registrato tutto, con il suo consenso. E, anche le sue dichiarazioni non hanno valore giuridico, dal momento che sono state fatte in assenza dell’avvocato, hanno aiutato gli inquirenti nella ricostruzione dei fatti.

L’uomo ha raccontato di non aver dormito per tre giorni, di aver bevuto, sniffato cocaina e che il litigio era nato per il figlio, che lui voleva tenere e che lei non voleva lasciargli. Ha racconta anche che quando ha sentito la parola carabinieri è andato in cucina a prendere il coltello e ha iniziato a colpire la donna. Ha detto «non essere così», di essere diverso, di aver «perso il controllo». —

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