Il Tirreno

La riscoperta del territorio

Sul Cammino di Aronte: i sentieri della nostra storia

Luca Santoni
Sul Cammino di Aronte: i sentieri della nostra storia

Presentata al Panathlon club la rete di percorsi di trekking attorno alla città Dal centro storico aTarnone, Fantiscritti e Fontia: 64 chilometri tra verde e cave

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carrara. Il mare e le cave? «Carrara è molto di più». È con questa massima che il Panathlon Club di Carrara e Massa ha aderito al progetto “Il Cammino di Aronte”, la rete di sentieri sulle colline che circondano la città. L’iniziativa è stata presentata ai soci del Panathlon durante la serata conviviale al ristorante Ciccio Marina.

“Il Cammino di Aronte” nasce dalla collaborazione tra: la Fondazione Cassa di Risparmio di Carrara, il Comune di Carrara, il Cai di Carrara, la Camera di Commercio di Massa-Carrara, il Panathlon di Carrara e Massa e l’Anfass di Massa e Carrara. Sponsor tecnico dell’iniziativa sarà Fonteviva. L’idea prevede la creazione di una serie di circuiti escursionistici pensati e realizzati per coinvolgere anche soggetti con disabilità.

“Il Cammino di Aronte” consiste di fatto in un anello di sentieri e strade bianche che unisce i paesi a monte di Carrara. Insomma, un nuovo modo per riscoprire antichi sentieri di collegamento che hanno fatto la storia del nostro territorio. Un’iniziativa di promozione e valorizzazione del turismo lento, dedicata all’aruspice etrusco, citato da Dante Alighieri. Le tappe previste sono: Fossone, Palazzetti, Villa Del Medico, Fossola, Moneta, Foce Ortonovo, Santa Lucia, Fontia, Castelpoggio, Noceto, Gragnana, Torano, Miseglia, Fantiscritti, Tarnone, Colonnata, Bergiola, Codena, Littorio, Carrara, Pianamaggio, Grottini, Bonascola, Stadio, Fossone. Un totale di 64 chilometri da vivere in più tappe. Il presidente del Panathlon apuano Paolo Pasquali, al fianco dell’ospite d'onore, il prefetto di Massa e Carrara Claudio Ventrice, ha condotto in maniera impeccabile la serata. «L’idea del “Cammino di Aronte” era buona – ha spiegato Pasquali – e non potevamo certo tirarci indietro. La nostra missione è quella di promuovere l’attività sportiva come elemento fondamentale sotto l’aspetto sociale, per migliorare la qualità della vita della persona: il diritto allo sport come valore. Da tempo il Panathlon affianca la promozione dell'attività sportiva alla promozione del diritto allo sport anche per le persone con disabilità fisica e psichica. Per portare questi principi all'interno della società, collaboriamo con Anfass e Cai. Non potevamo quindi che sposare pienamente questo concetto di “turismo lento”, un camminare che non è mai noioso in un circuito di sentieri che si sviluppa attorno alla città. Promuoveremo un'idea di attività culturale e quindi di conoscenza delle eredità artistiche e architettoniche del nostro territorio».

Tra i tanti relatori Enrico Isoppi, presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Carrara; Marta Marchetti, membro del Comitato di indirizzo della Fondazione e ideatrice del progetto, ha ringraziato i dipendenti della Fondazione: Ilaria Conserva, Anna Dallari, Andrea Bergamo e Cristina Tenerani. È intervenuta anche Federica Forti, assessore alla cultura del Comune di Carrara. Andrea Solieri, mappatore del Cai di Carrara, ha descritto i percorsi, tracciati insieme ai colleghi Amerigo Puntelli e Andrea Andreani. Hanno parlato anche Giuseppe Mussi, direttore dell'Anfass e Luigi Vignale presidente del Cai di Carrara. Lorenzo Porzano, presidente di Evam spa-Acqua Fonteviva, ha anticipato che, a coloro che parteciperanno alla camminata, verranno consegnate bottiglie Fonteviva con etichette speciali, dedicate alla Sirena, simbolo del “Cammino di Aronte” che prende le forme dalla “Fontana della sirena” vicino al ponte delle Lacrime. Leggenda vuole che mentre nuotava vicino a Punta Bianca, una sirena rimase incantata dalle Apuane. Risalendo il Carrione, fino a raggiungere Fantiscritti, incontrò Aronte. I due amanti vissero tanti anni assieme. Mentre Aronte invecchiava, la sirena rimaneva sempre giovane e un giorno decise di abbandonare l’anziano indovino per tornare al mare, scendendo lungo il Carrione in groppa a un pesce. A fermare i due ingrati fu Giove, che aveva dimora sul Monte Sagro, trasformandoli nella statua di marmo che ancora oggi si trova sulla sponda del Carrione. Tutti i relatori hanno sottolineato l’importanza che ha avuto l'unione d'intenti di così tante forze per la creazione di questo progetto. Pasquali ha salutato e ringraziato anche Enrico Ciabatti della Camera di Commercio ed Emanuela Mazzi, coordinatrice dei progetti della Fondazione Crc. Tutti gli ospiti sono stati omaggiati con opere in marmo realizzate dall'artista Michele Monfroni e consegnate da Paolo Dazzi, coordinatore nazionale eventi sportivi del Panathlon Italia. —

Luca Santoni

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