Gioco
L’impegno dei vertici di Nausicaa: non ci sarà un nuovo forno crematorio
Nessuna “seconda linea”. I dati in commissione: emissioni tutte nella norma, nel 2020 effettuate 1.400 operazioni
Luca Barbieri
CARRARA. Forno crematorio al cimitero di Turigliano: i vertici di Nausicaa smentiscono le voci di una seconda linea in costruzione. A distanza di oltre un anno, il tema del “tempio crematorio” al cimitero carrarese torna al centro della commissione ambiente, presieduta dal neo capogruppo pentastellato Giovanni Montesarchio. Ci sono tutti i vertici della multiservizi di piazza Due Giugno Nausicaa – il presidente Luca Cimino, la direttrice Lucia Venuti, oltre ai consiglieri di amministrazione, Riccardo Pollina e Maria Gemma Ceccarelli – alla seduta telematica “inaugurata” dalle parole del presidente Luca Cimino, prima di fare spazio ai report numerici, ma anche ai progetti del futuro prossimo. «Il funzionamento della struttura è monitorato e corretto, con controlli periodici effettuati da Arpat. Il periodo Covid-19 sicuramente ha messo a dura prova quanto avevamo predisposto, ma sono soddisfatto della risposta che abbiamo saputo fornire». A entrare nei dettagli è invece Emanuele Giovannelli, caposervizio dei servizi cimiteriali e del forno crematorio, che ai tempi di Amia nel 2015 si era occupato anche della parte progettuale. «Il forno è monitorato 4 volte all'anno, un paio sono obbligatorie, le altre due sono controlli che abbiamo integrato autonomamente. Ogni 3 mesi abbiamo la manutenzione straordinaria, quella ordinaria un sabato sì e un sabato no, con l'impianto che rimane fermo per un maggior efficientamento. E i dati ci confortano perché ci dicono che siamo sotto le soglie imposte come limiti dalla normativa», spiega il tecnico di Nausicaa sul capitolo delle emissioni. Dalle rassicurazioni ai numeri. «Per il primo semestre del 2021 siamo a 624 cremazioni, un numero in linea con i nostri standard che vanno dalle 1100 alle 1200. Sono stati più alti inevitabilmente nel 2020, a causa della pandemia, quando siamo arrivati a circa 1400». A contestualizzare i dati snocciolati interviene prontamente il presidente Cimino che precisa: «Come dimostrano i numeri, si è trattato di solidarietà verso i territori vicini: abbiamo voluto solidarizzare con altre realtà in crisi (lo spezzino, il nostro comprensorio, fino all'Emilia Romagna). Non ci siamo spinti più in là, perché sia chiaro: solidarietà sì, ma non business. E abbiamo risposto egregiamente». E a chi chiede di una possibilità, di uno scenario fatto di voci che raccontano di una seconda linea nei progetti futuri la smentita arriva dalla direttrice Venuti: «Non c'è assolutamente la costruzione di nessuna linea; anche volendo incrementare sarebbe possibile farlo ancora con quella attuale. Le uniche opere sono quelle per migliorare le condizioni di lavoro. Centro di costo per il forno? Non avrebbe senso, l'impostazione contabile è quella, non vedo perché isolarla rispetto agli altri servizi cimiteriali con cui dialoga inevitabilmente».
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