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La Fillea Cgil lancia l’allarme «Il rischio è bloccare tutte le cave»

La Fillea Cgil lancia l’allarme «Il rischio è bloccare tutte le cave»

Il sindacato: dall’ultima riunione del Distretto lapideo gravi preoccupazioni per i posti di lavoro

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carrara. Allarme per le cave. Per la chiusura delle cave e la conseguente perdita di posti di lavoro. A lanciarlo, in una nota articolata è Leonardo Quadrelli della FilleaCgil di Massa Carrara.

«Preoccupati lo siamo di più dopo la riunione del Comitato di Distretto lapideo apuo-versiliese – scrive – C’era una interessante proposta per ragionare di possibili opportunità per poter realizzare progetti per una economia circolare legata al marmo utilizzando detriti e terre giacenti all’interno delle cave. A seguito di questo argomento si sono però palesati vecchi e nuovi (gravi) problemi che di qui a poco bloccheranno le attività estrattive. Il primo è ancora quello delle fosse e reticolo idrografico nelle cave che, per una seria questione di attribuzione su chi è e come decide le autorizzazioni, ha bloccato la cava Polvaccio del gruppo Barattini. La cava è chiusa da novembre 2020 e, per la stessa ragione, a breve altre cave rischiano la stessa sorte. Ci sono allarmi per interpretazioni legislative o altre questioni che di fatto portano al rinvio delle decisioni nelle conferenze dei servizi che sono deputate a esprimere pareri sui procedimenti autorizzativi all’escavazione dei progetti presentati. Se il progetto è contro legge si bocci ma non decidere non è corretto. Significa cava chiusa e operai a casa».

«Poi – continua – pare che i Comuni non possano più concedere le autorizzazioni (scia) a volumi zero che sono varianti fondamentali ed indispensabili per la corretta coltivazione di ogni cava. Se questa norma veramente esiste pretendiamo che vada subito cambiata perché in una cava in attività la scia permette oltre a modifiche per la salvaguardia ambientale sopratutto è necessaria per la salute e sicurezza dei cavatori».

«Purtroppo alla riunione del Distretto in video conferenza non si è presentato di persona ne l’assessore di competenza Marras ne quello invitato Baccelli – prosegue Quadrelli – Chiedo direttamente al presidente Eugenio Giani di intervenire altrimenti senza prendere chiaramente posizione c’è un il rischio dopo le prossime elezioni (comunali e regionali) di tornare indietro dove alle cave tutto era più o meno permesso o come sperano altri invece di far chiudere piano piano tutte le cave e il suo indotto». «Sostengo questo – conclude – perché registro ogni giorno la delusione e la preoccupazione dei cavatori e delle loro famiglie che si sentono abbandonati. Da una parte hanno il mondo ambientalista spesso estremista che chiede la chiusura delle cave. È vero che gli stessi ambientalisti precisano che la loro non è una battaglia contro i cavatori ma contro gli “sfruttatori delle Alpi Apuane” ma purtroppo non è in pratica così perché intanto sarebbero gli operai che rimarrebbero subito disperati e senza lavoro. Come è noto a tutti sono i datori di lavoro quelli che anche in caso di chiusura delle cave se la caverebbero meglio». –

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