Il dolore
Addio al dottor Giuliano Vignali, il medico che è stato “maestro”
Il dolore dei colleghi: un grande clinico, sempre umile, ci ha insegnato moltissimo. Ex primario di anestesia e rianimazione all’ospedale, aveva 69 anni
MASSA. In quella vita costellata di successi professionali, lui aveva preservato il suo tratto caratteristico, l’umiltà. Primario, uomo di scienza e di ricerca, era rimasto – e così si sentita – il dottore. Quello vero che sa stare con la gente, rassicurare. Quello che i giovani colleghi li accoglie a braccia aperti, li guarda con l’orgoglio del padre, ama vederli crescere e imparare. Uno di quelli che quando saluta l’ospedale e va in pensione, lascia dietro di sé le lacrime dei colleghi che gli hanno voluto bene. Era così Giuliano Vignali, dottore prima che primario.
Se n’è andato ieri, a 69 anni, circondato dall’amore della sua famiglia. Della moglie Mariagiulia, dei figli Alessandra e Andrea e dei nipoti. Di tanti colleghi che lo ricordano con affetto. Rianimatore e anestesista, è stato primario del reparto. «Per me – lo ricorda il figlio Andrea, anche lui anestesista e rianimatore al Noa – è stato l’ispirazione, un maestro. Il babbo».
Tutto l’ospedale ricorda i suoi modi gentili, la sua riservatezza, l’infinità umiltà di chi sa insegnare senza imporsi, senza essere mai cattedratico. È Giuliano Biselli, direttore dell’ospedale delle Apuane, a stringersi intorno alla famiglia del collega a nome di tutto il personale del Noa e di chi con Vignali ha lavorato: «Ci ha lasciati un grande clinico della terapia intensiva. Un professionista serio e dai modi gentili. Persona riservata e grande maestro per una generazione di medici intensivisti. Alla famiglia giungano le nostre più sentite condoglianze».
Il collega Stefano Antonelli saluta il dottor Vignali, sul suo profilo facebook, con parole di grande commozione perché sa «di aver perso una persona bella, una persona soprattutto buona, che non potrò mai più rivedere. Un grande anestesista rianimatore, un grande compagno di vita professionale, un grande maestro che mi ha dato la sua fiducia e mi ha offerto la sua generosità, non solo per imparare un mestiere tanto bello quanto difficile e complicato da ogni punto di vista (scientifico, etico, umano), ma anche per continuare a conoscere e ad imparare senza se e senza ma, pensando esclusivamente al bene dei malati. Come solo lui poteva e sapeva fare. Grazie per tutti gli insegnamenti di levatura scientifica e accademica che mi hai donato e grazie per l’umiltà con cui sei stato il mio Primario. Con la P maiuscola. La stessa umiltà che ancora mi guida e guida tutti coloro che in te hanno colto la vera essenza del “maestro” che per tutti noi sei stato». La grande competenza e professionalità, la disponibilità e l’apertura all’altro. Quando era paziente, quando era collega.
Domani pomeriggio tutti coloro che hanno voluto bene al dottor Giuliano Vignali lo saluteranno per l’ultima volta alle 16.30 nella chiesa di San Pio X. —
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