La manifestazione
Doppio senso e addio ai vecchi parcheggi In via Lungofrigido di Ponente è rivolta
Le albergatrici: senza posti auto, siamo destinate a chiudere. «L’amministrazione ci aiuti, non siamo massesi di serie B»
Alessandro Tabarrani
MASSA. «Rivogliamo i parcheggi in via Lungofrigido di Ponente». Più che una richiesta, un grido di aiuto lanciato dagli albergatori della zona, sostenuti dai turisti e da parecchi residenti che stanno vivendo una situazione di profondo disagio visto il divieto di parcheggiare, appunto, in via Lungofrigido di Ponente. Una situazione assai delicata che pesa come un macigno soprattutto sull’attività degli alberghi e dei bed and breakfast della zona che rischiano di perdere molte prenotazioni ora che la stagione estiva sta ripartendo.
Giovedì si è svolta anche una manifestazione di protesta in strada, organizzata da Maria Celi, titolare dello storico hotel Luciana: «Dal 20 luglio dello scorso anno – spiega l’albergatrice – stiamo cercando di farci ascoltare per trovare una soluzione al problema della mancanza di parcheggi. Mi sono mossa con richieste ed esposti al sindaco Francesco Persiani, al comandante della polizia municipale. Ad ottobre scorso siamo stati ricevuti dal sindaco che ha deciso di risolvere almeno in parte la questione togliendo il divieto di parcheggio lungo il tratto di strada che si estende dall’hotel Luciana sino all’hotel Villa Giada. Bene, lo scorso aprile i divieti sono tornati su tutta la strada. Ad una successiva richiesta di spiegazioni nessuno ha risposto, quindi ho fatto un esposto anche alla Prefettura. Ecco perché abbiamo inscenato questa protesta, in attesa che si facesse vivo qualcuno delle istituzioni. Quello che chiediamo è che la via Lungofrigido di Ponente torni a senso unico con la possibilità di far parcheggiare su un lato della strada. In queste condizioni non si può andare avanti, sono trent’anni che sono qua ma le cose vanno sempre peggio, Covid a parte, ecco perché, purtroppo, sto pensando di chiudere. Detto questo, siamo disponibili a trovare una soluzione assieme alle istituzioni locali».
Alle parole di Maria, fanno eco quelle di Tania Gabbrielli, proprietaria dell’Hotel Villa Giada: «Il punto è che a noi pare che sia inutile tenere il doppio senso di marcia togliendo poi i parcheggi e mettendo in grande difficoltà le strutture ricettive, i residenti della zona e, ovviamente, anche i turisti. Non ci voleva questa mazzata ora che la stagione sta ripartendo e dopo quello che abbiamo subito per il Covid. Anche le strade limitrofe che sono più strette di via Lungofrigido di Ponente – prosegue la titolare dell’hotel Villa Giada – sono tutte a senso unico con la possibilità di parcheggiare a un lato della carreggiata. Le attività, in questo modo, muoiono e di questo passo sarò costretta a chiudere. Non chiediamo la luna, ma solo di ripristinare quello che è sempre stato, magari rivedendo anche in parte la viabilità della zona».
Mentre chiacchieriamo con le due albergatrici sui problemi della costa, una coppia di turisti “storici”, proprietaria di una casa lungo via Lungofrigido di Ponente, ci conferma che la situazione è davvero pesante e che si dovrebbe tornare al senso unico anche perché esiste il fattore pericolo quando le macchine sfrecciano da ambo i lati della strada. In parole povere, come scritto su un lenzuolo di protesta che campeggia nei pressi dell’Hotel Luciana, i cittadini di via Lungofrigido di Ponente non vogliono essere trattati come “cittadini di serie B”.
«Se proprio non si può fare per tutto l’anno – Maria Celi conclude con una proposta– si potrebbe almeno mettere il senso unico per un paio di mesi estivi, vorremmo che questa ipotesi fosse preso in considerazione dall’amministrazione. Quando i clienti chiamano e ci chiedono del parcheggio, noi cosa possiamo rispondere?».
Nonostante il divieto in essere, non sono pochi gli automobilisti che, per necessità, devono lasciare la macchina ai bordi della strada per un tot di tempo, rischiando sistematicamente la multa come già avvenuto il primo weekend di giugno. Insomma, si tratta di una vera gatta da pelare, per di più velocemente per affrontare la stagione turistica nel migliore dei modi. —
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