Botte ai lavoratori in sciopero sit-in davanti a Confindustria
Sindacati di base, Rifondazione, Sinistra capitalista e anarchici in piazza «Siamo tornati ai tempi del fascismo». Mini blocchi del viale XX Settembre
carrara. “Toccano uno toccano tutti”: il tam tam sui social e lo striscione appeso davanti alla sede di Cionfindustria sono un appello alla mobilitazione. Una chiamata alla piazza per contrastare quello che fino a pochi giorni fa sembrava un qualcosa di impossibile: lavoratori in sciopero, aggrediti, picchiati, uccisi. Così di fronte alla palazzina di Fossola che ospita l’Associazione Industriali si sono ritrovati esponenti dei sindacati di base, di Sinistra Anticapitalista, Rifondazione Comunista, militanti anarchici, cittadini. Sul viale XX Settembre, soto gli occhi di un nutrito spiegamento di forze dell’ordine, i manifestanti hanno inscenato dei mini-blocchi del traffico, attraversando più volte la strada e rallentando la circolazione. Il lavoro della polizia municipale è servito a controllare la situazione e a evitare ingorghi. La protesta è stata comunque del tutto pacifica e senza momenti di tensione.
Nicola Cavazzuti di Rifondazione, sintetizza le ragioni della mobilitazione: «Siamon tornati ai tempi del fascismo, squadre di crumiri asserviti ai padroni attaccano i picchetti di lavoratori. Non possiamo accettarlo, non possiamo restare immobili». Il riferimento è a quanto accadutoa Prato, dove, qualche settimana fa, alcuni lavoratori in presidio sono stati attaccati con lanci di acido. Poi nei giorni scorsi si è arrivati alle bastonate. È successo a Lodi una settimana fa, quando i lavoratori in picchetto sono stati attaccati brutalmente da agenti di sicurezza privata, «cioè da picchiatori pagati dall’azienda, davanti alla polizia che ovviamente non ha mosso un dito», sottolineano i Cobas. Poi, a Novara la morte di un sindacalista, investito e ucciso da un camionista davanti ai cancelli di un magazzino sotto picchetto. —C.F.
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