Perseguita l’ex socio in affari, il giudice conferma i domiciliari
Rigettata la richiesta di obbligo di dimora per l’imprenditore Simone Molinari. Ecco come spiava il rivale
MASSA. Il giudice per le indagini preliminari Dario Berrino i motivi per confermare gli arresti domiciliari con braccialetto elettronico li vede tutti: rigetta quindi la richiesta inoltrata dal legale dell’imprenditore comasco Simone Molinari, arrestato con l’accusa di aver perseguitato l’ex socio in affari. Il suo avvocato ha chiesto infatti – ma non ha ottenuto – di attenuare la misura cautelare passando, appunto, dai domiciliari all’obbligo di dimora. Ma il giudice ha detto no.
Simone Molinari, comasco, insieme a Simoes Do Nascimiento, brasiliano, è accusato di aver messo in piedi un vero e proprio sistema di persecuzione ai danni di un imprenditore massese. Se il comasco avrebbe deciso come e dove perseguitarlo, il brasiliano, insieme ad un connazionale ancora latitante, avrebbe invece materialmente messo a punto quanto necessario per seguire ogni minimo spostamento del massese. In particolare sarebbero stati i due sudamericani ad installare i gps nell’auto dell’imprenditore apuano seguendo ogni sua mossa.
L’inchiesta muove i primi passi quando proprio l’imprenditore di Massa nota qualcosa di sospetto: non è più in affari con il socio lombardo, ma dovunque vada, magari proprio per trattative d’affari, se lo trova davanti. Lui è certo che non possa essere venuto a contatto con terze persone che lo abbiano informato dei suoi appuntamenti e comincia a stare all’erta. Decide quindi di dare un’occhiata attenta alla sua auto e si accorge che all’interno è stato installato un gps. E quei geolocalizzatori nelle vetture che utilizzano lui e i suoi famigliari li trova ben cinque volte. Decide quindi di sporgere denuncia. La squadra mobile inizia le indagini e scopre che l’ex socio comasco è ossessionato dall’imprenditore apuano a cui gli affari stanno andando a gonfie vele. Per mettergli i bastoni tra le ruote fa di tutto, anche contattare alcune veggenti nella speranza di ostacolare il suo successo, fa poi installare gps per sapere dove va. Quando scatta la perquisizione nella sua casa fortemarmina, i poliziotti trovano manette, spray urticanti, taser irreperibili sul mercato, occhiali con telecamere. Le indagini proseguono per due mesi con tanto di intercettazioni. Nei giorni scattano i domiciliari per l’imprenditore comasco, con stretti legami con la Versilia e il mondo fortemarmino, e per il brasiliano cui aveva affidato l’installazione dei gps e il controllo degli spostamenti dell’ex socio. Poi la decisione del gip e la conferma dei domiciliari. —© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
