Sicurezza
Il museo del Piagnaro si arricchisce ancora: sei nuovi reperti in mostra
pontremoli. Domani alle 10,30, verranno presentati al pubblico i sei nuovi reperti che arricchiranno la collezione del museo del Castello del Piagnaro. Sei eccellenze che entreranno a far parte del percorso museale, dopo che si sono recentemente concluse le operazioni di manutenzione al tetto. In particolare i lavori hanno interessato le due falde nella parte finale del percorso: si è rimossa la copertura del tetto, stesa la guaina impermeabilizzante e ripristinate le piagne.
Per l’inaugurazione non si poteva trovare data migliore che quella delle Giornate europee dell’Archeologia ), organizzate dal Ministero della Cultura. Il museo delle Stele lunigianesi presenterà le sei eccellenze recuperate o scoperte negli ultimi anni. Tra queste la stele di Càmpoli e la testa di stele Càprio, già in condizioni di progressivo degrado dovuto agli agenti meteorici, sono state tolte dall’ambiente esterno e integrate al percorso museale (col sostegno di Rotary Club Lunigiana è stato possibile sostituire gli originali con calchi identici da esterno). Il deposito del frammento di testa di stele Levanto, per decreto ministeriale datato 30 marzo scorso, è stato concesso al Piagnaro, che si rende fin d’ora disponibile a fornirne copia sia al museo Archeologico della Spezia (che espone originali e calchi) che alla mostra della Cultura Materiale a Levanto. Non mancherà certo di attirare attenzioni l’ultima testa di stele ritrovata, la Pontremoli monte Galletto, che con la precedente indica i limiti geografici di distribuzione delle statue stele: infatti il frammento proveniente da Levanto segna il massimo limite occidentale, mentre la Stele rinvenuta nei pressi del monte Galletto è la scoperta più a Nord di uno dei rappresentanti del misterioso “popolo di pietra”.
E ancora, al termine del percorso a stele, saranno esposti il doccione settecentesco recentemente rinvenuto al castello del Piagnaro e un singolare faciòn guardiano sessuato recuperato 50 anni fa nella valle di Rossano-Zeri (già collezione Germano Cavalli), acquistato e donato al museo dal direttore Angelo Ghiretti. Il legame dei fación con le stele (solo indiretto) sta nel fatto che quando furono ritrovate teste di statue stele furono talora reimpiegate sui portali (Aulla-Calamazza) o in loro immediata prossimità (Caprio) proprio come con i fación della tradizione popolare lunigianese. —
Riccardo Sordi
© RIPRODUZIONE RISERVATA (r.s.)
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