Il Tirreno

in consiglio comunale 

Sulla paternità del Carmi è scontro fra Crudeli e Forti

L.B.
Sulla paternità del Carmi è scontro fra Crudeli e Forti

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carrara. Scintille fra Pd e Cinque stelle in consiglio comunale. «Voglio che sia ripristinata la verità sul museo CarMi». Lo ribadisce la capogruppo Pd Roberta Crudeli nel consiglio che “saluta” l'ingresso del pentastellato Marco Barilli (al posto di Daniele Del Nero, diventato assessore). «L'assessore Federica Forti ha avuto più fortuna che meriti, anzi non ha avuto meriti. Sulla Padula e sul CarMi dice di aver creato un museo, ma la sua è stata “un'appropriazione indebita”. Ed è facilmente documentabile», incalza Crudeli mentre riepiloga le cifre. «Le amministrazioni dal 2007 al 2017 per il progetto hanno reperito 4 milioni di euro circa tra contributi regionali, europei e mutui del Comune; l'attuale amministrazione 200 mila euro. Basterebbe questo, ma ci sono anche le delibere con i pochi interventi fatti da questa amministrazione, segmenti rispetto ai lavori precedenti. Nel 2017 si è trovata i collaudi ed era pure titubante anche sul progetto fino a ottobre... Dovrebbe riconoscerlo». L'assessore Forti l'indomani (non era in consiglio) replica: «Non ho mai disconosciuto i meriti della precedente amministrazione, anzi. Nessuno lavora “contro”, ma si cerca di aggiungere tasselli di qualità. Nessuno ha mai preso meriti sui contributi, abbiamo però creato il progetto museale che mancava e risistemato il parco con le opere delle quali uscirà un catalogo a distanza di quasi vent'anni dalla Biennale». E spiega: «Se però vogliamo mettere i puntini sulle “i”, c'era solo un progetto di massima nel giugno 2017 e bisognava essere pronti in 10 mesi. Il progetto in origine prevedeva per il piano nobile del museo un percorso cronologico per le scuole sulla figura di Michelangelo. In 10 mesi non solo abbiamo aperto il museo, ma abbiamo messo in piedi un progetto museale complessivo che mettesse Carrara al centro. Adesso al piano nobile si parla della fortuna di Michelangelo e Carrara nei secoli. Inoltre, secondo il progetto precedente, al piano terra dovevano esserci i catering; sotto (oggi spazio per didattica, cinema e collezione ambientale), doveva esserci il piano delle cucine. Non era un progetto museale. Adesso è un museo con un direttore e un riconoscimento regionale». —L.B.

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