Sicurezza
«Vaccinare presto i giovani Quarta ondata? Non è esclusa»
L’analisi della situazione attuale e le previsioni del possibile andamento dei contagi da parte del presidente provinciale dei medici apuani Carlo Manfredi
l’intervista
Gian Ugo Berti
Più si vaccineranno gli anziani, più il virus attaccherà i giovani per sopravvivere. Ecco perché più si aspetta, più il rischio cresce e più i giovani saranno infettati dalle varianti. Lo spiega a chiare lettere il presidente provinciale di medici, chirurghi ed odontoiatri. Secondo Carlo Manfredi, occorrerà, al più presto, interrompere la catena, vaccinando bambini e adolescenti. Ma c’è dell’altro, le difficoltà nella gestione organizzativa delle malattie croniche “non Covid” come quelle di cuore e reumatiche, diabete e tumori. Ci sono state – sono sue parole – pericolose battute d’arresto.
In un’intervista del gennaio scorso, aveva sottolineato la necessità di mantenere alta l’attenzione anche su altre malattie dai tumori, a quelle vascolari e degenerative. Si sono registrati problemi nelle liste d’attesa di visite, controlli clinici ed interventi chirurgici?
«Le malattie di cuore, il diabete, le malattie reumatiche e i tumori continuano a colpire, non solo la popolazione generale, ma anche i sopravvissuti al Covid-19. La difficoltà di accesso alle prestazioni, nonostante lo sforzo immane della sanità pubblica, ha portato a rinviare esami di laboratorio, accertamenti strumentali e visite necessari per intensificare le cure. Anche controlli ed interventi per le malattie croniche hanno subito pericolose battute d’arresto. La paura del Covid-19 ha ritardato i percorsi di diagnosi e cura ai primi segni d’ allarme con conseguenze talora irreparabili. La riduzione delle attività sociali ed economiche ha generato perdita di reddito, disoccupazione, isolamento sociale, riduzione dell’attività fisica con un aumento dei casi di depressione ed ansia. Questi fattori influiscono negativamente sullo stato di salute e aggravano il rischio di malattie».
La provincia di Massa è abituale mèta di turismo estivo. Come vede la sicurezza per la popolazione con l’allentamento delle misure di prevenzione? C’è sufficiente senso civico?
«L’aumento della popolazione residente per effetto del turismo non ci deve trovare impreparati. Serve il tracciamento dei casi di positività e l’isolamento dei contatti stretti per evitare focolai locali ed impedire la diffusione nei territori di provenienza dei turisti quando faranno ritorno a casa. La maggior parte dei cittadini dovrebbe essere dotata di senso civico per resistere alle suggestioni ed alle tentazioni cui li esporrà il clima vacanziero. Anche se la campagna procede, non ci dovremo comportare come se tutto fosse finito per non ripiombare a breve in una nuova ondata. Serve che tutti diano il buon esempio, che ci sia corretta informazione e fermezza nelle direttive da impartire».
Circa la vaccinazione per chi viene da fuori provincia per le vacanze, come vi state preparando? Ci sono disposizioni regionali precise?
«La possibilità di vaccinare chi viene da fuori provincia deve essere assicurata a tutti. Fare vacanze è utile per tutti coloro che possono permettersele, attenua il disagio esistenziale, crea lavoro e relazioni sociali. Siamo tutti cittadini italiani e il sistema sanitario è universale. Il frazionamento regionale può essere ricomposto interfacciando le anagrafi vaccinali e rifornendo chi sta vaccinando nell’interesse di tutti in qualunque luogo sia operativo. Dovrebbero essere promosse azioni per migliorare lo stato di benessere psicologico e affettivo di che resta a casa per mettere tutti sullo stesso piano».
Si parla di rendere obbligatoria la vaccinazione anti –covid per bambini e adolescenti. Cosa ne pensa?
«Mano a mano che la copertura vaccinale sarà estesa alle fasce di età più avanzate il virus sarà costretto ad attaccare i più giovani perché sarà l’unico modo per sopravvivere. Più si aspetta e più facilmente i più giovani saranno infettati da varianti del virus. Se le varianti saranno resistenti ai vaccini attualmente in uso, potranno, attraverso i più giovani, contagiare i più anziani. Ma se interrompiamo la circolazione del virus vaccinando anche bambini e adolescenti ora, prima che ciò possa accadere, avremo giocato d’anticipo».
Nella storia delle pandemie, la durata è mediamente intorno ai due anni. Ci sono gli elementi per pensare ad una successiva ondata? Sarebbe necessaria una terza dose di vaccini?
«Una quarta ondata di contagi non può essere esclusa. Alla fine dell’estate ne sapremo di più. Giungono notizie preoccupanti dall’Inghilterra dove, nonostante la robusta vaccinazione di massa, si avvertono segnali di ripresa della pandemia. Speriamo siano infondate. Per sapere quanto durerà la protezione dei vaccini attuali basati sulla sequenza genetica del virus di Wuhan è necessario osservare nel tempo l’andamento della protezione dei soggetti vaccinati. Quindi una terza dose come richiamo e rinforzo della immunità vaccinale già effettuata non sappiamo ancora se sarà necessaria. Un vaccino che rinforzi l’immunità già acquisita e allarghi la protezione alle varianti più pericolose è una prospettiva».
Avremo un Natale sereno?
«Il Natale è il momento fondamentale per la speranza. Se avremo liberato i vaccini dai lacci dei brevetti che impediscono l’accesso alla vaccinazione di miliardi di persone, se lo sviluppo di antivirali farà un passo avanti, se gli anticorpi monoclonali miglioreranno le loro prestazioni, se i determinanti sociali e ambientali di malattia saranno affrontati con politiche audaci, allora sarà un Natale più sereno. Non sarà facile rispettare queste condizioni. L’auspicio è che si riesca, almeno in parte». —
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