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Il vicesindaco: nessuno sconto agli imprenditori delle cave

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carrara. Nessuno sconto alle imprese del marmo: lo mette in chiaro il vi cesindaco Matteo Martinelli. «Il “Regolamento per l’incremento temporale delle concessioni” al vaglio della Commissione marmo non cede alcunché alle imprese del marmo e non ha nulla a che vedere né con la proprietà delle cave né con la determinazione delle tariffe e dei canoni che queste sono chiamate a pagare. Dispiace che l’operato dell’amministrazione in un settore così importante come quello della gestione del lapideo venga denigrato senza che prima siano compresi e nemmeno approfonditi gli atti di cui si discute»: si apre così la replica di Matteo Martinelli .

Il testo, com’è noto, definisce i criteri per la quantificazione della durata delle concessioni del periodo transitorio e introduce una vera e propria rivoluzione: fermo restando il tetto massimo dei 25 anni individuato dalla Legge Regionale e la possibilità, prevista sempre da questa norma, di raggiungerlo attraverso l’incremento della filiera locale, l’amministrazione pungola le imprese a impegnarsi di più anche sul fronte di occupazione, ambiente e infrastrutture pubbliche. «Questo non significa cedere la sovranità ma al contrario richiamare le imprese alle loro responsabilità nei confronti della comunità all’interno della quale operano» spiega Matteo Martinelli. I concessionari sono infatti pungolati a presentare progetti di interesse generale, per “estendere” - nei limiti già fissati dalla legge - la fase transitoria, dando un contributo concreto e positivo su ambiente, infrastrutture e occupazione: «Ci pareva di ricordare che questi temi un tempo stessero particolarmente a cuore alle associazioni e ai partiti che oggi ci attaccano, ricorrendo peraltro ad argomentazioni vaghe e confuse. Il regolamento di cui parliamo non tratta di canoni e tariffe né tanto meno di proprietà. Stiamo parlando di durata del periodo transitorio e di un impianto già definito dalla norma regionale che noi abbiamo calibrato sulla nostra realtà a beneficio della comunità carrarese» prosegue Martinelli. Sulla questione torna anche Stefano Dell’Amico, presidente della commissione Marmo che sta discutendo del regolamento: «Ricordo che se tutti presentassero progetti con il massimo investimento possibile, dalle cave arriverebbe un gettito extra di circa 27 milioni di euro. Un contributo non da poco per la nostra città con ricadute non solo economiche ma anche occupazionali, ambientali e infrastrutturali. Il tutto senza fare sconti di alcun tipo su tariffe e contributi e nel pieno rispetto dell’impegno, che abbiamo assunto ormai quattro anni fa, a incrementare le ricadute positive del settore lapideo sulla collettività». «Rispetto a un’epoca – 5 anni fa – in cui le imprese beneficiavano del rinnovo automatico senza nemmeno dover fare la fatica di chiedere è tutto un altro mondo. Ai concessionari diciamo: volete più tempo? Bene, costruite una scuola, sistemate una palestra o una piscina, asfaltate una strada, assumete personale» conclude Dell’Amico. —

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