Gioco
Forno ricorda i suoi martiri della Libertà e alle finestre vengono appesi striscioni
Alla cerimonia ufficiale ha partecipato l’onorevole Spini. L’Anpi ha donato una pergamena alla nipote del partigiano Tito
Ivan Zambelli
massa. Allori e grande partecipazione per il 77esimo anniversario dell’eccidio di Forno, una delle pagine più cupe della lotta di Liberazione e simbolo della ferocia nazifascista. Un momento atroce, che costò la vita ad almeno 68 persone, colpevoli di essere o di dare appoggio ai partigiani, colpevoli di essere italiani, finanche badogliani, come raccontano i testimoni. Uomini e donne, giovani e anziani, morti per quella libertà che solo da pochi mesi avevano iniziato ad assaporare, salvo poi vedersela schiacciare dal cingolato tedesco e dalle angherie fasciste.
Quella stessa libertà e democrazia di cui oggi possiamo godere solo grazie al sacrificio di queste persone che da allora vengono commemorate. Una ricorrenza iniziata già da sabato, grazie all’iniziativa di un gruppo di ragazze fornesi che hanno allestito una mostra multimediale, e che è culminata domenica mattina con la celebrazione ufficiale. Tra i partecipanti, oltre alla sezione locale di Anpi, il sindaco di Massa Francesco Persiani, il vicepresidente della provincia Stefano Alberti, il consigliere comunale Massimo Evangelisti, la vice-prefetto Maria Trimboli, il questore Salvatore Calabrese, e rappresenti di carabinieri, polizia, finanza, marina militare, vigili del fuoco. Un gran numero di rappresentati delle istituzioni, nate proprio grazie a quella lunga serie di sacrifici, come ha sottolineato il sindaco Persiani, a conclusione del suo discorso. Tra i tanti, il sindaco ha ricordato il comandante Marcello “Tito” Garosi, il cui unico obiettivo era liberare la sua terra, e il maresciallo Ciro Siciliano, che nonostante la licenza tornò per salvare la popolazione, e fu per questo fucilato. Dopo il sindaco, è stata la volta del vicepresidente Alberti. Anche lui ha rinnovato i saluti ai presenti, aggiungendo anche la scrittrice e giornalista Angela Maria Fruzzetti e soprattutto i Fanti Valenti, che tengono in piedi una memoria che deve essere ancora approfondita. E anche il suo discorso è stato improntato sui valori dell’antifascismo, rappresentati dai primi 12 articoli della costituzione spesso citati da Don Gallo. Dopo gli omaggi, la celebrazione è entrata nel vivo di quel terribile giorno del 13 giugno 1944, con un susseguirsi di letture di testimonianze da parte dell’attrice Alessandra Berti, e con l’orazione ufficiale affidata all’onorevole e presidente della Fondazione Circolo Rosselli Valdo Spini, che con dovizia di particolari ha ripercorso le varie tappe che hanno portato a quel massacro, ma non prima di ringraziare anche lui le giovani organizzatrici, e gli stessi abitanti che dalle finestre delle proprie case hanno esposto qualcosa. Insomma, una rinnovata partecipazione motivata anche da questa iniziativa che sta contribuendo con un nuovo filone di ricerca, e da cui emergono già dei frutti. Ad esempio, è stato possibile ricostruire che uno dei caduti, Aimo Cozzoli, era in realtà con il comandante Tito nei suoi ultimi momenti, quando decise di togliersi la vita piuttosto che essere catturato dal nemico. Per questo, ieri mattina era presente una nipote del partigiano, a cui è stata donata una pergamena da parte dell’Anpi, un ringraziamento a quella persona che ha dato la sua vita in cambio della nostra libertà. —
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
