Il Tirreno

il caso serinper 

Il sindacoPersiani: «Comune parte civile? Era un atto dovuto»

MDA

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massa. Il Comune di Massa si è costituito parte civile contro otto indagati nel caso Serinper, la cooperativa sociale finita sotto inchiesta per maltrattamenti sui minori ospiti e corruzione, chiedendo in totale la cifra di 300mila euro di danni. Tra questi, c’è anche il presidente del consiglio comunale Stefano Benedetti (indagato per traffico di influenze illecite) il quale, pur accettando la decisione del sindaco e dichiarandogli ancora la sua fiducia, non l'aveva presa bene.

Il sindaco Francesco Persiani ora risponde per evitare un “travisamento dei fatti ed una falsa interpretazione della volontà di questa amministrazione”. «La costituzione di parte civile – si legge in una nota – è stata svolta nei confronti di ben otto imputati e l’azione risarcitoria è stata affidata ad un legale esterno al Comune. La mera costituzione di parte civile, che stante la natura dei reati contestati dal procuratore della Repubblica appare atto dovuto, non implica alcuna valutazione preventiva di responsabilità degli imputati, i quali si considerano e restano non colpevoli sino a sentenza di condanna definitiva». Il fatto che l’azione civile possa essere proposta anche in un momento successivo, continua Persiani, «non toglie e non aggiunge nulla al significato della volontà della giunta di tutelare l’ente e anzi sarebbe apparsa, questa sì, una scelta valutativa ad personam. La fiducia che riponiamo nell’autorità giudiziaria – conclude il sindaco – ci inducono ad essere certi che nessun risarcimento sarà dovuto né preteso a coloro che sapranno dimostrare la propria estraneità ai fatti di reato loro contestati». — MDA



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