Il Tirreno

Albiano magra 

Aiuti alle imprese Cna teme un bando troppo complicato «Meno paletti»

G. U.

Le piccole imprese avevano duramente contestato le modalità di assegnazione della prima tranche di sostegni alle attività economiche

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AULLA. Dopo che la Regione Toscana ha annunciato una nuova misura economica in favore delle imprese della frazione aullese di Albiano Magra, gravemente penalizzate dal crollo del ponte dell’8 aprile 2020, a intervenire è la Cna, Confederazione nazionale Aatigianato di Massa Carrara, che chiede “di non ripetere gli stessi errori del precedente bando” e ricorda di essere l’unica associazione che si è costituita parte civile a seguito del crollo del ponte.

“Complicato, pieno di vincoli e paletti”: così la Cna si era espressa in merito all’intervento straordinario previsto dalla legge regionale del 10 luglio dello scorso anno. Il nuovo bando regionale è sicuramente, dice l’associazione degli artigiani e delle piccole imprese, una buona notizia. «Sudi esso, però, chiediamo – spiega Paolo Bedini, presidente di Cna Massa Carrara – più attenzione nella sua costruzione per consentire a tutte le imprese interessate di accedervi, evitando che le risorse stanziate restino a Firenze a causa dei tanti paletti. Dal momento che sono state previste e che il numero di imprese interessate è ormai noto – spiega ancora Bedini –, crediamo sia necessario personalizzarlo il più possibile sul caso di Albiano, dove agli effetti del Covid vanno sommati gli effetti del crollo del viadotto. Ci troviamo di fronte ad una situazione più che straordinaria».

Da sottolineare che il precedente bando era stato duramente contestato da Cna, che aveva parlato di un bando “con difficoltà interpretative e con vincoli e paletti che non sono riconducibili al danno diretto derivante dal crollo dell’infrastruttura, mescolando e non tenendo conto delle prescrizioni, peraltro imposte dai Dpcm”. Al bando potevano, infatti, partecipare soltanto le aziende attività economiche aperte al momento del crollo. Il problema era che il 90% di queste, secondo Cna, erano state costrette a chiudere causa del lockdown nazionale. «Va tenuto conto di tutto nella costruzione di questo bando – aggiunge Bedini – nell’ottica di erogare le risorse disponibili. I ristori servono ora, non fra un anno quando alcune di quelle imprese saranno state costrette a chiudere per motivazioni diverse dall’incapacità o dall’imperizia imprenditoriale. Vanno aiutate». Per informazioni www.cna-ms.it oppure pagina e Facebook @cna.massacarrara. — G. U.

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