Sicurezza
Minaccia, pedina e picchia l’amica: condannato
La perseguita per mesi. Lei lo querela quando se la prende con la madre lanciando un petardo nel suo giardino
Melania Carnevali
massa. In principio erano biglietti lasciati sotto il tergicristallo della macchina. E bastavano quelli a farla piombare ogni mattina in uno stato d’ansia. Quei biglietti contenevano sempre e solo offese. Poi sono iniziati gli agguati. L’aspettava sotto casa e l’aggrediva: le afferrava i capelli e li tirava con violenza. Poi i messaggi su whatsapp, i pedinamenti. Lei che è costretta a cambiare orari e vita.
Tutto è andato avanti per mesi, fino a quando lei, una quarantenne, non si è decisa a denunciarlo. E alla fine l’uomo, anche lui quarantenne, amico della donna, è finito a processo per percosse, atti persecutori, danneggiamento, lancio di oggetti pericolosi.
Lunedì il giudice del tribunale di Massa Ermanno De Mattia lo ha condannato a un anno di reclusione. Il pubblico ministero aveva chiesto il doppio della pena. L’avvocato dell’uomo, Vittorio Briganti, ha sottolineato che gli episodi di violenza sarebbero accaduti in un contesto di abuso di stupefacenti e annuncia l’appello.
Tutto risale all’estate del 2019. Il quarantenne inizia a frequentare la donna e il suo compagno. Per mesi saranno inseparabili, anche se di mezzo c’è sempre lei: la droga.
Quando la donna decide di non vederlo più, lui non lo accetta e inizia a perseguitarla. Prima solo con biglietti lasciati sulla macchina, poi con tutto il resto. Più volte, secondo quanto ricostruito dalla procura, si presenta sotto casa sua e la aggredisce. Ogni giorno passa davanti al suo portone e si attacca al campanello, le grida di uscire, la insulta dalla strada. Un giorno la pedina fino al supermercato. Lei è in macchina con un uomo. Quando si fermano nel parcheggio, lui lancia un sasso contro il finestrino lato passeggero dove è seduta lei. E poi inizia con i messaggi su whatsapp, sia audio che scritti, ma il contenuto non cambia: contengono sempre e solo insulti e minacce. Infine se la prende anche con la madre della donna. Un pomeriggio accende un petardo e lo lancia nel suo cortile di casa. E questa è la goccia che convince la quarantenne a querelare l’uomo, quello che una volta era un amico e all’improvviso è diventato il suo incubo. Nel processo si sono costituiti parte civile sia lei che la madre. Lui, come detto, farà appello. —
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