Il Tirreno

lo stupro  

È tornata in Germania la 24enne violentata

Melania Carnevali

Il pubblico ministero potrebbe non proporre l’incidente probatorio dal momento che la ragazza ha chiesto di lasciare l’Italia

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Melania Carnevali

carrara. Non ce l’ha fatta ad aspettare i tempi della giustizia. La studentessa 24enne di Berlino violentata sulla spiaggia di Marina di Carrara la sera del 23 maggio, sabato scorso, è tornata in Germania. Il suo viaggio verso il sud della Toscana è finito la sera in cui è stata stuprata, e non solo quello: anche la sua energia e la sua gioia di vivere sono rimasti lì, in mezzo ai quei granelli di sabbia davanti a piazza Paradiso.

È probabile quindi che il pubblico ministero non proponga l’incidente probatorio, che consisterebbe nella testimonianza della giovane davanti al giudice dell’udienza preliminare. Anche perché, forse, non è nemmeno necessario. Mikhail Gergis Azer, il giovane egiziano indagato per lo stupro, ha infatti confermato il rapporto sessuale. Rapporto che, secondo la sua ricostruzione, era consensuale nonostante abbia lui stesso confermato di averle afferrato la testa con una mano e tappato la bocca con l’altra. I segni di violenza sul corpo della giovane, però, sarebbero tali non lasciare adito a dubbi: quello è stato uno stupro.

I carabinieri della compagnia di Carrara diretta dal maggiore Cristiano Marella sono arrivati a lui quasi subito, lavorando senza sosta sui pochi dettagli forniti dalla studentessa. La giovane aveva raccontato ai militari che l’uomo che aveva abusato di lei era sicuramente un suo coetaneo, che non era italiano e che probabilmente – dall’accento e dalla carnagione – era del nord Africa. Aveva anche raccontato che probabilmente lavorava in una pizzeria vicino a piazza Paradiso, dove era stata stuprata. Perché lui le aveva detto così: che era appena arrivato a Carrara per lavorare come pizzaiolo lì vicino. I carabinieri hanno passato al setaccio tutte le case abbandonate di Marina e iniziato a controllare le varie attività di ristorazione. Hanno acquisito le registrazioni delle telecamere di videosorveglianza presenti nella zona, anche se sono servite a poco. Alcune non funzionano, altre sì, ma con il buio le immagini non rendono. I militari hanno portato in caserma una persona dietro e l’altra, senza sosta, e, nell’arco di ventiquattro ore, sono arrivati a lui. Le indagini dei carabinieri stanno andando avanti per cercare di tracciare un profilo del 24enne che adesso si trova in carcere. Davanti al giudice Dario Berrino, Azer ha detto di essere dispiaciuto del fatto, ma solo per aver tradito la compagna.

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