Il Tirreno

dall’aula di tribunale alle stanze della politica 

Benedetti: «Sulla richiesta danni nei miei confronti la giunta si è spaccata»

Manuela D’Angelo
Benedetti: «Sulla richiesta danni nei miei confronti la giunta si è spaccata»

Caso Serinper: l’amministrazione ha chiesto 300.000 euro per il danno di immagine, ma non a tutti gli imputati

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Manuela D’Angelo

massa. La costituzione di parte civile del Comune di Massa nella vicenda Serinper, con una richiesta di risarcimento danni pari a 300mila euro per gli indagati, è arrivata giovedì scorso, durante la prima udienza davanti al gup e così, dopo aver fatto decantare un po’ la notizia e aver ricevuto attestati di solidarietà da più parti politiche, il presidente del consiglio comunale Stefano Benedetti decide di levarsi qualche “macigno” dalla scarpa. La costituzione di parte civile non è una azione obbligatoria del processo penale, e il sindaco di Massa Francesco Persiani avrebbe potuto decidere di non coinvolgere il suo presidente, come ad esempio ha fatto il Comune di Villafranca, che non si costituirà parte civile nei confronti del primo cittadino Filippo Bellesi.

Va detto anche che il Comune di Massa non ha chiesto i danni a tutti gli 11 indagati (che attendono ancora di sapere se saranno o meno rinviati a giudizio), ma ha lasciato fuori i due montignosini, l’assessore Podestà e il consigliere comunale Petracci, pensando quindi che solo l’operato di alcuni lo abbia messo in cattiva luce. Tra questi c’è l’operato di Stefano Benedetti, che però non si capacita: «La mia posizione è del tutto marginale e completamente estranea ai gravi fatti contestati ai gestori della Cooperativa – inizia Benedetti – Sono accusato di aver raccomandato, con l’invio di un curriculum, una giovane psicologa infantile, assunta, peraltro, a tempo determinato per soli tre mesi, senza il rinnovo del contratto. Non comprendo, dunque, quali danni possa aver causato al Comune la mia azione. Con il mio avvocato faremo opposizione». La richiesta danni per Benedetti, però, in questi giorni è più diventata un caso politico che non giuridico.

Forza Italia, il partito che sta dando un po’ di pensieri al sindaco Persiani, non ha gradito il velato attacco al suo maggiore esponente massese e Benedetti commenta: «La scelta del sindaco non ha trovato all’interno della giunta l’unanimità di voto e così agendo Persiani ha creato indubbiamente una situazione di imbarazzo politico all’interno della coalizione che l’ha sostenuto e portato al successo elettorale». E ancora: «Il Comune è stato quantomeno affrettato; avrebbe potuto attendere l’eventuale mio rinvio a giudizio per intraprendere l’azione civile; adesso ha speso inutilmente soldi della cittadinanza che in futuro potrebbero essere richiesti indietro dalla Corte dei Conti». E poi ci sono i “figli e figliastri”: «Mi ha disorientato– dice Benedetti– la mancata costituzione di parte civile del Comune di Massa nei confronti del presidente della Provincia e degli altri indagati di Montignoso, quasi a determinare, ancor prima del pronunciamento dei giudici, la distinzioni tra indagati bravi e indagati cattivi». Alla fine però Benedetti decide di guardare avanti: «Rinnovo al sindaco la mia personale fiducia, con la volontà di unire e non dividere, perché oggi non c’è più tempo per litigare. Nel frattempo affronterò il processo con la dignità e la serenità che mi contraddistingue, da buon liberale garantista di tutti e anche di me stesso, fermamente convinto che la giustizia appurerà che i fatti». —

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