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Raccolte in spiaggia anche ruote e lenzuola

Ivan Zambelli
Raccolte in spiaggia anche ruote e lenzuola

I volontari di Wau ieri si sono rimboccati le maniche per pulire tutta la zona dietro piazza Bad Kissingen

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Ivan Zambelli

massa. Dopo le iniziative delle scorse settimane, anche i volontari di Wau – We are urban si sono rimboccati le maniche e hanno speso la loro domenica mattina a pulire la spiaggia libera dietro piazza Bad Kissingen. E come allora, anche ieri la caccia al rifiuto ha avuto esito positivo, se così si può definire: oltre alla onnipresente plastica, i volontari hanno trovato vecchi ombrelloni nascosti sotto la passerella, due ruote, bottiglie di vetro, lenzuola, pure delle camicie; anzi, Milena Franzese, una delle organizzatrici, ha persino trovato uno scovolino, strumento per la pulizia dentale sotto la sabbia.

A fine mattinata i sacchi, separati a seconda della tipologia merceologica, era una trentina. «Abbiamo voluto dare una sistemata –racconta Franzese-, perché l’inciviltà è ancora tanta; basti pensare che abbiamo trovato sacchetti per i cani nascosti sotto la sabbia».

Eppure basterebbe che tutti facessero quel quanto basta per tenere pulito: «Non ci vuole tanto, già non lasciando a terra mozziconi, bottiglie o carte sarebbe un bel passo avanti. E poi magari una volta che si va via non solo prendere i propri rifiuti, ma anche gli altri che si trovano. Se stiamo a pensare che questo o quello lo debba fare qualcun altro allora non lo farà mai nessuno».

Ed è un po’il senso dell’associazione We are urban, un gruppo di volontari che ha deciso di dedicare un po’del proprio tempo alla cura del bene pubblico, come spiagge, piazze, fiumi o strade.

«Il cittadino deve partecipare alla vita pubblica – prosegue Franzese –, dando una mano laddove ci sono lacune o carenze da parte delle istituzioni. E noi lo facciamo senza scopo di lucro o politici, ma solo per restituire decoro. Sabato scorso ad esempio eravamo a Forno, dove in ginocchio e con olio di gomito abbiamo ridato lustro alla pavimentazione della Chiesa di Sant’Anna». E così, dopo le varie iniziative dei mesi scorsi, questa ennesima fa ben sperare che, almeno in una parte crescente di cittadini, sta cambiando l’attenzione verso l’ambiente e le conseguenze dell’inquinamento. Se anche il rispetto dell’ambiente, e di conseguenza per noi stesso, fosse contagioso, allora la macchina virtuosa potrebbe rimanere in moto a lungo. E non servirebbe nemmeno raccogliere rifiuti, se non venissero abbandonati. —

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