La manifestazione
Marino e non solo: sdraio e lettini per qualcuno sono solo un miraggio
Per lavori in corso o per problemi di carattere legale sul litorale di Marina di Carrara alcuni bagni non sono ancora attrezzati
Alessandra Poggi
MARINA DI CARRARA. Il cancello è chiuso. Lo stabilimento pure. E scendendo in spiaggia fa strano vedere che tra distese di ombrelloni e spiagge già affollate ce ne sia una deserta.
Parliamo dello stabilimento balneare Marino, raggiunto lo scorso 24 marzo da un provvedimento di decadenza della concessione. Decadenza legata ad una serie di insoluti. In parole povere lo stabilimento non avrebbe pagato il canone di concessione demaniale, che il comune deve girare allo Stato. O meglio l’avrebbe pagato in ritardo. Suoniamo il campanello e viene ad aprirci il titolare Brunello Menconi. È decisamente giù di corda dopo che il Tar ha respinto la richiesta di sospensione del provvedimento emesso dal Comune e sta attendendo il verdetto del Consiglio di Stato: “sono disperato – racconta – sembra che il comune non possa far nulla. Noi siamo pronti a qualsiasi soluzione si possa arrivare pur di aprire. Questo è l’unico lavoro che ho. Sento un grande senso di impotenza. Ringrazio i miei clienti per la petizione che hanno firmato a mio favore, sono stati gentilissimi”. E già perché il Marino è un bagno ma anche una grande famiglia. A dirlo è Elisabetta Tenerani storica cliente del bagno. Nonostante la chiusura e in spiaggia non ci sia il suo amato ombrellone, al Marino lei e il figlioletto ci vanno comunque: “sono disperata – dice la donna – sono ventidue anni che vengo a questo bagno. Tutti speriamo che apra al più presto. Io non voglio andare in un altro bagno, voglio stare in questo. Non è solo un bagno, qui abbiamo le amicizie, quelle nate in 22 anni. Anche mio figlio ha gli amici al Marino. Speriamo con tutto il cuore che riapre perché venire al mare in queste condizioni è dura. Noi al mare ci stiamo tutto il giorno e adesso restiamo un paio d'ore, senza ombrellone è improponibile”. Il Marino non è l’unico stabilimento della costa ad essere ancora chiuso. Spostandoci in zona Fossa Maestra sono sbarrati anche i cancelli dell’ex Principe, che dopo l’acquisto da parte della famiglia di Federico Bernardeschi ora prende il nome di Amare Holi Beach. I lavori che prevedono la completa ristrutturazione del bagno sono ancora in corso. Se ne prevedeva l’apertura ai primi di giugno ma di fatto così non è. I lavori a vedere da fuori sembrano non essere ad un livello di avanzamento tale da coincidere con l'apertura ufficiale della stagione, che è indicata con il 15 di giugno. Anche se dalla proprietà fanno sapere che siamo al giro di boa: “ci siamo quasi – dicono – a presto il bagno sarà aperto”. Il progetto prevede una rivoluzione estetica a partire dal colore. Una ventata di novità in stile indiano, con tanto di statua di Ganesh (il dio indiano con il volto di elefante) che al tramonto spruzza nell’aria nuvole di colore. Una formula già sperimentata all'Amare holi beach di Passoscuro a Fiumicino. Una formula che ha riscosso un successo eccezionale, anche solo per un selfie colorato sotto la statua di Janesh. Non a caso la famiglia Bernardeschi ha voluto come partner nella gestione dello stabilimento Massimiliano Travaglini, lo stesso color consultant dello stabilimento di Fiumicino.
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