Il Tirreno

Cento telefonate al giorno al 112 «Siamo vicini alle persone»

Melania Carnevali
Cento telefonate al giorno al 112 «Siamo vicini alle persone»

Il colonnello Di Pirro in occasione del 207°anniversario «Il nostro impegno durante il Covid è stato massimo»

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Melania Carnevali

massa. La priorità, dice il comandante provinciale dell’Arma, «è essere vicini alla persone: far capire loro che ci siamo». E le persone, in fondo, già lo sanno, come dimostrano le 37.610 chiamate fatte dagli abitanti di Massa-Carrara al 112 nel corso di un anno, dal giugno del 2020 al maggio del 2021. Oltre cento telefonate al giorno per richieste di intervento e non solo per quello. D’altronde, c’è chi chiama i carabinieri anche per compiti che non sarebbero nemmeno i loro.

Come quel 94enne di Alto Reno, nel Bolognese, che lo scorso Natale chiamò i militari della stazione locale solo perché si sentiva solo. Loro non fecero storie: presero l’auto di servizio e andarono a casa sua a fare un brindisi. E se questo è un caso limite, la presenza sul territorio degli uomini dell’Arma è quotidiana. «Il nostro impegno durante questo periodo di covid è stato massimo. Anche in questo periodo difficile, abbiamo cercare di dimostrare la nostra vicinanza alla gente», commenta il colonnello Americo Di Pirro, comandante provinciale dei carabinieri, in occasione del 207° anniversario della fondazione dell’Arma.

Per il secondo anno consecutivo, a causa delle restrizioni anti-contagio, la cerimonia si è tenuta in forma ristretta e si è svolta all’interno della caserma Plava, a Massa, sede del comando provinciale. Una cerimonia a cui ha partecipato, come massima autorità della provincia, il prefetto Claudio Ventrice. Il comandante provinciale ha depositato una corona d’alloro al monumento ai caduti presente nel cortile della caserma, alla presenza di un picchetto armato che ha reso gli onorim accompagnato dalle note del “Silenzio” suonate dal trombettiere.

In occasione dell’anniversario, il comando provinciale ha divulgato il bilancio delle attività svolte nel corso dell’ultimo anno. Un anno caratterizzato dall’epidemia che ha visto i militari impegnati in prima linea nella lotta al covid. Una battaglia che doveva andare inevitabilmente di pari passo con quella principale: la criminalità.

E se è vero che l’emergenza sanitaria, con i suoi lockdwon, ha ridotto alcune tipologie di reato, come i furti in abitazione, ne ha aumentate altre, come le frodi informatiche.

«Questo è un settore relativamente nuovo per noi – spiega il comandante provinciale – e in questo periodo storico ce ne stiamo occupando anche noi». Le truffe e le frodi informatiche segnalate ai carabinieri sono state, dallo scorso giugno ad oggi, 661: l’anno precedente erano state 561. Questo significa che l’aumento è stato del 17, 8 per cento.

Tra le attività principali dei carabinieri ci sono sempre stati, e rimangono, i reati contro il patrimonio. Quindi furti, rapine, truffe, estorsioni. «Sono i reati che colpiscono direttamente le persone e noi ci occupiamo di questo: delle persone», continua il colonnello Di Pirro.

Poi, c’è la lotta agli stupefacenti. Solo lo scorso aprile una pattuglia del radiomobile dei carabinieri di Massa ha inseguito e fermato un uomo che percorreva a tutta velocità l’Aurelia scoprendo che nel bagagliaio aveva ben dieci chili di marijuana. Il mese prima, carabinieri di Carrara in borghese si erano finti viaggiatori pendolari e avevano smascherato due pusher che avevano messo in piedi un giro di spaccio di cocaina alla stazione di Avenza.

E queste sono solo due delle numerose attività svolte dai carabinieri apuani in questo anno di attività, ricordate ieri in occasione della festa dell’Arma. —

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