Gioco
Quando Matteo e Juri si gettarono nel fango: una medaglia agli eroi dell’alluvione del 2011
De Pastena e Gorlandi salvarono due persone dalla furia del Magra. «Quanta paura, ma che gioia avercela fatta»
AULLA. “We can be heroes just for one day…” cantava David Bowie. E loro due, Matteo De Pastena e Juri Gorlandi, li sono stati davvero eroi e non soltanto per un giorno, ma per i quasi dieci anni a venire. Eroi per loro stessi e per chi hanno salvato nel tardo pomeriggio di martedì 25 ottobre 2011, un giorno in cui si andava a fondo in un fango che sapeva di morte ad Aulla, il giorno della spaventosa alluvione che flagellò lo Spezzino e la Lunigiana.
Ci furono due morti martedì 25 ottobre 2011 ad Aulla, Enrica Pavoletti e Claudio Pozzi, che ancora attendono giustizia nelle aule del tribunale di Massa. Ma chi era presente sa benissimo che è stato un miracolo che non ve ne fossero molti di più. E questo anche grazie all’eroismo di chi mise a repentaglio la propria vita per salvarne altre, ad esempio quelle di Aldo Amorfini e di Giorgio Aranci: quest’ultimo era il patron del supermercato Conad di viale Lunigiana, poi deceduto due anni più tardi. Come fecero gli allora 21enni Matteo De Pastena e Juri Gorlandi, i quali hanno ricevuto per il loro gesto la medaglia d’argento al merito civile dalle mani del prefetto Claudio Ventrice, presso Palazzo Ducale a Massa, in occasione della Festa della Repubblica di mercoledì scorso. Abbiamo chiesto a entrambi che cosa si portino ancora dentro, nel cuore e nell’anima, di quel tremendo pomeriggio di quasi dieci anni fa.
«A ripensarci – dice De Pastena – quella che emerge è tanta paura, a mente fredda non può che essere così. Ricordo ancora quando feci rientro a casa e mia mamma, terrorizzata, mi diede dell’incosciente. D’altronde, quando io e il carabiniere Fabio Zannella (ora di stanza a Roma) ci gettammo in acqua dalla piazza soprastante per salvare Aranci, rimasto intrappolato nel suo supermercato, ci trovammo in mezzo a detriti di ogni genere che ci venivano addosso. È stato molto pericoloso e fummo costretti a realizzare una catena con i nostri vestiti per essere un po’ più sicuri, per aiutarci a vicenda. Però, quei giorni terribili ci hanno mostrato quanta forza hanno gli aullesi, che si sono rimboccati le maniche e hanno fatto rinascere Aulla», aggiunge De Pastena.
E anche a Gorlandi, il quale ha un passato da consigliere comunale ad Aulla ed è attualmente il coordinatore regionale di Forza Italia Giovani, qualcosa è rimasto dentro: «La gioia nel volto di chi ho salvato, come Aldo Amorfini, quando lo incontro per strada. Ma, soprattutto, la gioia di avere dato il buon esempio da volontario della Pubblica Assistenza. Perché, per me, aiutare chi ha bisogno, aiutare chi è in difficoltà ritengo che sia un obbligo e spero che anche i più giovani abbiano il medesimo approccio alla vita»,
chiosa Gorlandi. Ricordiamo che fra le ore 18 e le ore 19 di martedì 25 ottobre 2011, all'imbrunire, l'inferno scese sulla terra ad Aulla. Con il fango che invadeva tutto dal fiume Magra. Un argine che pareva di cartapesta che collassò. Attività commerciali completamente distrutte. Persone che rischiarono la propria vita per salvarne altre, ma anche nel tentativo, spesso vano, di mettere al sicuro le proprie cose, in particolare le auto. Il tutto mentre la corrente elettrica se ne andava e si faceva largo il buio di una delle notti più lunghe per Aulla dalla Seconda Guerra Mondiale. —
Gianluca Uberti
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