Il Tirreno

l’azienda speciale è covid free 

Casa di riposo: la direttrice può tornare al suo posto

Casa di riposo: la direttrice può tornare al suo posto

È stata ritirata la sospensione della dirigente della Rsa di via Don Minzoni A breve intanto saranno formalizzate le assunzioni dei nuovi infermieri

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carrara. Ritirata la sospensione della direttrice della Rsa Regina Elena, Valeria Ricci. Il provvedimento, informa il sindaco Francesco De Pasquale, «è stato ritirato senza adozione di alcuna iniziativa a suo carico».

Intanto l’azienda speciale Regina Elena continua a essere covid-free. «La negativizzazione degli ospiti che avevano contratto il virus e la campagna di vaccinazione fanno sì che oggi non ci siano persone positive – spiega De Pasquale – Dalla Casa di Riposo mi dicono inoltre che sono stati ormai individuati i vincitori del concorso per infermieri e a breve saranno formalizzate le assunzioni. Anche la selezione per gli amministrativi è alle ultime battute e tra una decina di giorni si terranno i colloqui finali».

la lettera alla crudeli

«Un'infermiera assunta con un contratto con 400 euro lordi in meno, oneri svantaggiosi e inoltre 2 ore settimanali in più. È giusto?». Affida il suo pensiero a una lettera alla capogruppo dem Roberta Crudeli, Gianni Marchi, dipendente della casa di riposo comunale Regina Elena da oltre 30 anni e delegato Cisl. Alla notizia dei bandi per assunzioni , Marchi aveva iniziato uno “sciopero” nell'assunzione dei medicinali salva-vita, ricordiamo. Una lettera articolata, quella delle scorse ore di Marchi, che arriva dopo l'interrogazione della consigliera Pd sulla Regina Elena nell'ultimo consiglio comunale. «Ho ascoltato l'intervento in consiglio comunale dove, per la prima volta, chiedi lumi ed esprimi il tuo pensiero (ovviamente anche quello del Pd) in merito al Regina Elena. Sei stata una mia collega, per poco tempo, proprio in quel Regina Elena così disastrato nei primi anni '80. Hai scelto legittimamente di andartene», scrive e aggiunge: «Al contrario io rimasi, poiché animato da una scelta di vita votata alle persone anziane, fu una scelta di cuore e di testa. Oggi il Regina Elena è una eccellenza». Poi i bandi. «Adesso vorrei che tu provassi a pensare d'essere rimasta qua. Vorrei che mi dicessi se è giusto che un'infermiera come te debba essere assunta con un contratto che prevede circa 400 euro lordi in meno del tuo o delle tue colleghe, che preveda oneri contrattuali iper-svantaggiosi e che preveda, inoltre, 2 ore settimanali di lavoro in più». E chiosa: «Sei impegnata totalmente dentro un mondo profondamente tragico, dove oltre le cure terapiche offri la cura dell'anima. Offri la voglia di vivere. Anch'io, lo faccio da sempre qua e vorrei che le persone che si prendono cura di momenti così difficili e bisognosi potessero essere gratificate anche da giusti contratti. Vorrei che ti esprimessi in nome della professione sanitaria, ma soprattutto in nome di un'umanità benefica, a favore di chi accudisce un'altra umanità agli sgoccioli. Vorrei sentirti dire che questi contratti sono una vergogna, vorrei che ti schierassi con chi, come te, prova a donare amore e benefici a chi sta combattendo per la vita. Ma soprattutto vorrei che il Regina Elena non ripiombasse in quei tempi così bui. Cosa che potrebbe avvenire attraverso lo svilimento del personale che con certi contratti diverrebbe di serie C, una terza scelta che possiamo definire della disperazione. Una questione di sensibilità, rispetto e cura, che le persone anziane e chi le accudisce meritano». —

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