Una raccolta di firme per “salvare” il Marino
Canoni demaniali non pagati : lo storico stabilimento balneare resta chiuso Si profila una vendita all’asta e i clienti fanno partire una petizione on line
marina di carrara. Uno storico stabilimento balneare chiuso. Una vicenda (relativa al mancato pagamento dei canoni demaniali) finita davanti al Consiglio di Stato e all’orizzonte l’ipotesi di una vendita all’asta.
È un momento delicatissimo per il bagno Marino, Con l'ordinanza numero 256 il Tar della Toscana si è pronunciato respingendo la richiesta di sospensiva presentata dallo stabilimento che chiedeva l'annullamento, «previa sospensione dell'efficacia» appunto, dell'atto di palazzo civico del 24 marzo scorso, e cioè il «provvedimento di decadenza della concessione demaniale marittima». Un atto, quello di palazzo civico, che sarebbe scattato per insoluti pregressi degli ultimi anni: il bagno non avrebbe pagato il canone di concessione (che il Comune riscuote e gira allo Stato). E da lì il provvedimento comunale e il ricorso dello stabilimento che adesso procederà con il ricorso al Consiglio di Stato.
la petizione
I clienti del bagno Marino raccolgono le firme per salvare lo storico stabilimento. «Considerata la situazione di pesante incertezza che grava sul futuro, non ignorando certamente le gravi inadempienze, poi sanate, da parte del gestore visto l’ inizio della stagione balneare, tenuto conto che la chiusura del bagno inibirebbe l’utilizzo di un bene comunque pubblico quale la spiaggia ad oltre trecento cittadini, il cui eventuale spostamento altrove provocherebbe un aumento della densità, non certo auspicabile in tempi di Covid, atteso che, come in tutte le realtà balneari del nostro Comune, anche al Marino si sono sviluppati consolidati legami sociali e affettivi con la frequentazione ultradecennale del Bagno da parte di bambini, giovani, adulti e anziani che hanno portato alla costituzione di una vera e propria comunità oggi a rischio di dispersione rilevato che non è assolutamente giusto, sul piano sociale ed anche economico, che centinaia di cittadini- consumatori debbano essere penalizzati per scelte erronee da parte di un concessionario». I clienti ricordano che « un’eventuale chiusura del pezzo di arenile del Marino, situazione mai presentatasi prima per nessun bagno, potrebbe comportare problemi di ordine pubblico con il consueto affollamento della spiaggia chiedono, compatibilmente con il rispetto della legge, di adoperarsi amministrativamente e fattivamente affinché sia comunque assicurata l’apertura del Bagno Marino, qualunque sia la gestione, e sia consentito l’accesso a questa porzione di spiaggia, seppur regolato, da parte di chi l’ha sempre frequentata». —A.V.
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