Il Tirreno

L’APPELLO DEL SINDACATO 

Imm-Carrarafiere: ora un piano, chi ha sbagliato paghi

L.B.

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carrara. «Chi ha sbagliato deve pagare. I dipendenti sono pronti a tirarsi su le maniche e a progettare secondo un piano industriale serio». Lo ribadiscono in una nota alla quale affidano nuovamente il loro pensiero Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs Uil sulla vicenda Imm-CarraraFiere. Lo fanno «dopo che le decisioni sul piano di risanamento e sui bilanci sono state rimandate a fine giugno-luglio e dopo che da più parti si trovano soluzioni geniali per l’azienda». E osservano quindi: «La politica negli ultimi anni ha avallato scelte a dir nostro sbagliate senza controllare l’operato del management e senza avere una visione di cos'è e cosa potrebbe fare la Imm. La fiera è un volano per l’economia locale, ricordiamo che anche le piccole fiere, hanno ricadute sul territorio su hotel, ristoranti, bar che sono nel circondario. Potenzialità che si vedono anche nei periodi di crisi, come l'uso da parte di Asl dei padiglioni per tracciamenti e hub vaccinale. I 25 dipendenti, che hanno professionalità ed esperienza, hanno maggiori conoscenze di amministratori, presidenti e direttori. La politica ha calato dall'alto persone senza competenze in materia di fiere mentre i dipendenti si sono formati sul campo. Bisogna confrontarsi anche con loro, senza imporre dall'alto le proprie visioni». E continuano: «Purtroppo chi propone non conosce bene né l’azienda e la sua storia e la discesa sotto l’ultima gestione (l’eliminazione dell’ufficio Studi e Ricerche per esempio). E chi propone soluzioni a dir poco geniali forse farebbe bene a confrontarsi prima con i lavoratori che, con i sindacati, sono disponibili a incontrare enti e associazioni di categoria, come già fatto. I marchi delle fiere negli ultimi anni sono stati snaturati da scelte sbagliate e dalla mancanza di investimenti su di essi, la visione manageriale non ha funzionato e le fiere, in una evoluzione generale del mercato fieristico già pre-covid, hanno perso credibilità». E adesso le sigle invocano dai soci «un vero piano industriale gestito in modo oculato, con una visione di medio-lungo periodo, non come negli ultimi anni nei quali si navigava a vista» perché, fanno notare, «si parla sempre di risparmi, ma si va sempre a cadere sui lavoratori, quelli che hanno dato lustro alla fiera e alla città». E affermano: «I dipendenti sono pronti a tirarsi su le maniche e a progettare secondo un piano industriale serio nuovi eventi e confermare nel calendario le fiere che per 30 anni hanno costruito la storia della fiera e hanno fatto conoscere Carrara in tutto il mondo. Basti pensare al marmo sul quale i soci avrebbero deciso di puntare riprendendo la fiera del marmo, avrebbero perché se la progettualità si limita a un evento in città copia del mal riuscito evento degli scorsi anni allora non ci siamo (il riferimento è a White Carrara Downtown, con la svolgimento della quinta edizione annunciato nei giorni scorsi, grazie a sponsor privati, ndr). Senza dimenticare che se si vuole tornare alla fiera del marmo bisogna pensarci già adesso». La chiosa apre infine a scenari che racconterebbero di un «trasloco»: «Siamo venuti a conoscenza di un’iniziativa sulla transizione ecologica e digitale del lapideo organizzata dal Polo Tecnologico di Navacchio e da Toscana Innova al quale hanno partecipato oltre al Polo, il presidente di Toscana Innova, il presidente del Distretto lapideo, il vicesindaco Matteo Martinelli, il commissario straordinario dell'ente camerale Dino Sodini e il presidente della Confindustria apuana Matteo Venturi. Con conclusioni a cura dell’assessore regionale Leonardo Marras e del sottosegretario al Ministero della transizione ecologica Ilaria Fontana. La digitalizzazione è sicuramente una grande opportunità per il lapideo come per altri settori, a noi pareva opportuno che tutti questi signori ne parlassero all’interno del comprensorio lapideo apuo-versiliese, che, ci risulta, non sia a Navacchio. Imm è capofila del distretto, sarà forse la prima “pietra” per il trasloco del distretto? » —

L.B.

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