Il dolore
Sì all’ampliamento di Esselunga. Ma i dubbi ci sono
massa. La variante alla Variante Esselunga – si perdoni il gioco di parole – è approvata dal consiglio comunale, non senza qualche preoccupazione per il suo apporto all’interesse generale.
Si avvia alla conclusione un percorso iniziato nel 2013, quando Esselunga scelse di potenziare il proprio punto vendita nel viale Roma, aumentando la superficie di vendita, creando nuovi parcheggi con due piani interrati. Per farlo, era necessario acquistare dei terreni limitrofi, tra cui uno comunale, e come soluzione perequativa si impegnava a realizzare una serie di opere, tra cui due rotonde agli estremi del supermercato, piste ciclabili, spazi verdi e non u un contributo da 1 milione e 100mila euro per la Rinchiostra. Ma si sa, da quella data in poi molta acqua è passata sotto i ponti: il progetto è rimasto fermo, mancava il Regolamento urbanistico, Esselunga ha aperto altri punti vendita, è cambiata la governance dell’azienda, le amministrazioni; insomma, sono cambiate le condizioni per fare quell’intervento. E giunti al 2019, la società era intenzionata a rinunciare al progetto.
L’amministrazione ha contestato e si è arrivati ad un compromesso: il potenziamento si farà, ma più contenuto. Via ai parcheggi interrati che richiedevano l’abbattimento totale dell’edificio e facevano salire notevolmente il costo. La superficie di vendita aumenterà lo stesso, ma poco meno rispetto a quanto ipotizzato. Resterà il potenziamento del magazzino, da destinare in parte ai servizi di e-commerce. Confermate le opere, come le rotonde al costo di 300mila euro, l’acquisto per 900 mila euro circa del terreno comunale, la riqualificazione di via Marchetti, le alberature, le nuove pavimentazioni. Ma con la riduzione del volume e dei costi dell’intervento si riduce di molto il contributo per la Rinchiostra, da più di un milione a 300mila euro. E da qui partono le rimostranze dei consiglieri di minoranza, alcuni dei quali erano amministratori e consiglieri della passata amministrazione che votò la valutazione preliminare in merito all’interesse generale per la collettività, e che oggi, secondo loro, verrebbe meno con la riduzione di quel contributo. Non solo, quella riduzione peserebbe sul Piano delle periferie, che a sua volta ha ottenuto un finanziamento ministeriale parametrato anche su quella cifra. C’è poi la faccenda del verde, che non aumenta, ma anzi sostituisce alberi maturi con giovani. E ci sono poi le ricadute occupazionali. Con il raddoppio della superficie di vendita e il potenziamento dell’e-commerce qualche nuovo posto di lavoro si creerà, ma proseguendo lo scontro impari tra grande distribuzione e negozi di vicinato. Insomma, più aspetti negativi che positivi, sempre secondo le minoranze. il Sindaco Persiani, come aveva già detto nei mesi precedenti, ha invece ribadito di aver fatto tornare Esselunga sui suoi passi. E che quindi, lungi dall’essere una sconfitta, questa modifica è una soluzione adeguata per l’azienda e la città, con variazioni riconducibili alla contrazione dell’intervento. —Ivan Zambelli
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