Il Tirreno

davanti al gip 

«Mi ha picchiato ma non c’è stata violenza»

C.S.
«Mi ha picchiato ma non c’è stata violenza»

Ascoltata la trentenne che aveva denunciato il compagno dopo mesi di maltrattamenti e il ricovero in ospedale

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carrara. Non parla l’italiano e ha bisogno dell’interprete. Per ricostruire, davanti al giudice delle indagini preliminari Dario Berrino, quei cinque mesi di botte, maltrattamenti, minacce. Raccontare a dibattimento sarebbe troppo per lei. Così lunedì ad ascoltarla è il gip in incidente probatorio, a porte chiuse. Una sorta di parentesi durante le indagini preliminari che permette di cristallizzare le prove. Quanto raccolto è quindi utilizzabile in sede processuale.

La donna, trentenne, ammette le botte e i maltrattamenti, nega, però, che ci sia mai stata violenza. Violenza che il pubblico ministero Marco Mansi ipotizzava si fosse ripetuta più volte, dall’ottobre scorso. Per il compagno della donna, un carrarese di 48 anni, difeso dall’avvocato Giuseppe Del Papa, cade quindi l’ipotesi di accusa di violenza sessuale. Cade perché la parte offesa, rispondendo alle domande del giudice, nega che il suo compagno l’abbia mai violentata. Rimangono in piedi invece le ipotesi di lesioni – a confermarle ci sono anche i referti del pronto soccorso – e di maltrattamenti in famiglia.

Una indagine, quella sul carrarese, partita a seguito della denuncia della donna dopo cinque mesi di sofferenze. Lei è straniera, il compagno lo ha conosciuto nel suo paese natale, lui ha rappresentato la speranza – presto delusa – di una esistenza migliore: insieme arrivano a Carrara e cominciano una vita di coppia, ma i sogni della donna si infrangono rapidamente. Per cinque mesi vive – così racconterà ai carabinieri – tra minacce, botte, urla. Fino al 22 febbraio scorso quando, dopo un ricovero di 15 giorni, raccoglie tutto il coraggio che ha.

Quel giorno prende coscienza della gravità di ciò che subisce, quel giorno dice basta: il compagno – riferisce agli inquirenti – l’ha chiusa in mezzo alla porta, sbattendogliela più volte contro la schiena. Pensava di non uscirne viva. Allora, dimessa dall’ospedale con una prognosi di due settimane, è andata direttamente dai carabinieri a raccontare tutto e a chiedere aiuto.

Alla denuncia fanno seguito le indagini con la ipotesi di accusa di maltrattamenti, lesioni e violenza. Lunedì, davanti al pubblico ministero e agli avvocati – suo e della difesa – la donna ribadisce i maltrattamenti e le lesioni, ma nega di essere mai stata violentata, riducendo così le accuse a carico del compagno. —
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