Sicurezza
Due macchinari e un esperto per curare le malattie cardiache
Carrara, primo giorno di lavoro al centro diagnostico per Massimo Lombardi un guru, in Italia, nel campo della lettura delle immagini del cuore
Alessandra Poggi
carrara. Primo giorno di lavoro al centro diagnostico apuano per il dottor Massimo Lombardi, il massimo esperto italiano nella lettura delle immagini cardiache. A volerlo nello staff del Cda è stato lo stesso Giuseppe Tognini, il direttore responsabile del centro esperto in radiodiagnostica e medicina nucleare, consulente ecografista e di risonanza magnetica per lo Spezia Calcio e la Carrarese.
Tognini ha scelto Lombardi per avere il giusto pilota per le sue Ferrari della diagnostica: la risonanza del cuore e la Tac coronarica. Due macchinari essenziali per la prevenzione e la cura delle malattie cardiache. Due macchinari che uniti agli altri fanno del Cda un’eccellenza a livello regionale. Lo spiega il dottor Lombardi, responsabile del servizio di imaging cardiaco multimodale del policlinico San Donato di Milano: «Con macchinari come la Tac – dice – siamo in grado di vedere tre patologie in particolare. Le malattie coronariche che sono quelle che causano l’infarto, i tumori del cuore e le patologie congenite dovute ad un difetto di sviluppo. Mentre la risonanza permette di leggere la quasi totalità delle malattie cardiache, delle cardiomiopatie ipertrofiche e le forme displasiche, come la displasia aritmogena. L’uso combinato di questi due macchinari è fondamentale per la prevenzione e per l’intervento precoce a livello terapeutico». Tac e risonanza sono l’unica arma di difesa contro le morti improvvise dovute alla displasia aritmogena, in particolare in campo sportivo. Di questa mancata prevenzione sono morti il capitano della Fiorentina Davide Astori, Piermario Morosini stroncato da un arresto cardiaco durante la partita Livorno– Pescara, tanto per fare un esempio. «In Italia – spiega Lombardi – per morte improvvisa ogni anno muoiono dalle mille alle millecinquecento persone, quasi tutte giovani o giovanissime. Molti sono sportivi come accade a Morosini durante l’incontro Livorno – Pescara. Molte di queste morti si potrebbero evitare con la prevenzione e la diagnostica avanzata. Oggi i medici sportivi sono molto attenti a questo aspetto della diagnostica e a seconda dei casi consigliano proprio esami come la Tac e la risonanza».
Ma si tratta di metodi invasivi? «No – dice Lombardi – perché grazie alle macchine in uso al Cda le soluzioni a contrasto hanno dosi molto basse rispetto a quelle necessarie con altri macchinari». Ma quando è necessario sottoporsi a questi esami? «Li deve prescrivere il cardiochirurgo – risponde – il cardiologo o il medico sportivo. Loro devono filtrare i casi sospetti, devono interpretare il sintomo. Quando i sintomi sono ambigui allora si deve procedere con la diagnostica per immagini». Noi siamo in grado di capire se abbiamo una malattia cardiaca? «Di solito no – aggiunge – può accadere ma i sintomi a volte non ci sono. In caso di sintomi ambigui allora sì che servono gli accertamenti. In base a quello che ha scritto il medico e ai sintomi del paziente noi decidiamo che esame fare, non sono sempre uguali, variano in base a quello che cerchiamo». —
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
