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«Speriamo di poter ricostruire al più presto dopo il sequestro»

S. C. ; Altro servizio a pagina 6
«Speriamo di poter ricostruire al più presto dopo il sequestro»

Per l’area interessata dal passaggio del fuoco sono scattati i sigilli per le indagini Fino a quando le cause non saranno chiarite è impossibile la ricostruzione

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Forte dei Marmi. Difficile ipotizzare i tempi in cui le cabine poste sotto sequestro insieme alle altre parti dello storico stabilimento balneare “Gilda”, andato distrutto nell’incendio di sabato mattina, potranno tornare nella disponibilità dei proprietari. Tutta l’area devastata dalle fiamme è stata posta sotto sequestro. «Noi speriamo di poter iniziare a togliere le macerie quanto prima – spiega uno dei proprietari, Riccardo Di Giovanni – ci consentirebbe di lavorare al massimo delle nostre potenzialità per una stagione che si annuncia all’insegna del tutto esaurito qui in Versilia. E anche noi abbiamo molte prenotazioni».

La Procura della Repubblica di Lucca ha aperto un’inchiesta sull’incendio che ha danneggiato pesantemente lo stabilimento balneare di Forte dei Marmi anche se al momento l’ipotesi delle cause accidentali resta quella più valida. Le indagini sono portate avanti dal commissariato di Forte dei Marmi e dai vigili del fuoco. Già nelle ore successive all’incendio il personale del commissariato ha potuto visionare le immagini riprese dalle telecamere della videosorveglianza per capire se vicino allo stabilimento ci sono stati movimenti strani di persone e auto.

Le fiamme potrebbero essere partite dal lato della strada, in una parte esterna del ristorante, stando anche ai racconti dei cittadini, oltre che alle immagini. Hanno poi attaccato lo stabile centrale del bagno e i proprietari, che dormivano nelle casette dello stabilimento, sono riusciti a mettersi in salvo in tempo, grazie anche all’aiuto di una volante del commissariato e dei vigili del fuoco. «È morto, invece, il loro cane, un labrador di dieci mesi, rimasto carbonizzato nel rogo. I danni stimati al momento ammonterebbero a oltre un milione di euro (tenuto conto anche dei mancati incassi dell’attività) ma grazie al pronto intervento delle squadre dei vigili del fuoco è stato evitato che il fuoco potesse aggredire anche gli stabilimenti confinanti. Così ieri i proprietari hanno potuto aprire, anche se in maniera ridotta, il ristorante annesso al bagno che la famiglia Di Giovanni aveva rilevato circa un anno fa e che poi è stato unito al vecchio Gilda.

Il bagno e il ristorante Gilda hanno una vasta clientela e sono frequentati anche da personaggi vip, tra questi anche il presidente della Juventus, Andrea Agnelli, ed stato location del film “Security “di Peter Chelsom, che uscirà il 7 giugno in prima assoluta su Sky. Inoltre al Gilda era previsto un evento Memorial Paolo Rossi che potrà svolgersi nella parte che non è stata toccata dalle fiamme.

«Noi vorremmo ricostruire al più presto la parte distrutta dal fuoco. Tante persone si sono fatte avanti per aiutarci, compresi alcuni russi che sono nostri clienti. Il sindaco stesso ha promesso di aiutarci per snellire le pratiche burocratiche».

Tra le numerose attestazioni di vicinanza e solidarietà ricevute dagli imprenditori dopo l’incendio si registra anche quella di Elisa Montemagni, capogruppo in consiglio regionale della Lega. «Siamo, quindi, vicini – afferma l’esponente leghista – ai proprietari del bagno versiliese ed auspichiamo che le cause del rogo vengano individuate quanto prima e se fosse doloso, i responsabili del grave fatto, assicurati quindi tempestivamente alla giustizia».

Oggi forse sarà possibile saperne di più sulle cause del rogo. Finora è stato detto che le fiamme potrebbero essere state causate da un problema elettrico di qualche elettrodomestico, forse di uno degli stessi funghi-stufette rimasto acceso. —

S. C.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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