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l’estate alle porte 

A Massa il ripascimento “ufficiale” deve ancora cominciare, ma quello fai da te è finito

Ivan Zambelli
A Massa il ripascimento “ufficiale” deve ancora cominciare, ma quello fai da te è finito

Il via libera della giunta ai lavori: l’intervento terminerà entro il 30 giugno. Ma tra Pupa e Mocambo e Playa Loca mille metri cubi li hanno pagati i balneari 

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MASSA. Mentre l’intervento di riprofilatura della spiaggia finanziato dalla Regione deve ancora partire, quello “fai da te” di alcuni stabilimenti è già concluso. Mercoledì scorso la conferenza dei servizi ha dato il via libera al progetto che prevede di portare nuova sabbia in cinque vasche, tre su Marina di Massa e due a Ronchi-Poveromo.Oggi ci sarà un necessario passaggio in giunta, quindi verrà predisposto un bando di gara.

«Essendo un intervento urgente – spiega l’assessore ai lavori pubblici Marco Guidi – faremo un lotto unico e le opere dovrebbero partire intorno al 10 giugno, per poi essere completate entro il 30, come chiede la Regione. Purtroppo il cronoprogramma era quello, e gran parte del tempo è stato assorbito dalle analisi e dalla progettazione. Però tutto sommato ci siamo».

Nel frattempo, sulla scia delle passate stagioni, alcuni stabilimenti balneari si sono mossi in proprio, finanziandosi una riprofilatura che si è conclusa nei giorni scorsi. Certo, in termini di volumi e costi l’intervento non è paragonabile ai ripascimenti “ordinari”, dato il costo di 30mila euro per circa mille metri cubi; ma almeno nel tratto di costa compreso tra il bagno Pupa e Mocambo e il Playa Loca tutto è pronto per la stagione estiva. Come spiega Riccardo Prosperi, del Mocambo, si tratta di una «quisquilia rispetto agli interventi pubblici che solitamente non scendono sotto i centomila metri cubi, però ci ha aiutato a recuperare diversi metri di spiaggia, non solo in lunghezza, ma anche di quota».

Si tratta di “graniglia”, un mix di piccoli materiali dai tre ai sette millimetri da distribuire sotto la sabbia, e che risulta più efficace nel contrastare l’erosione, in quanto infrange l’onda e arresta il flusso, trattenendo maggiormente la sabbia. Ad impedire lo scivolamento a largo della sabbia aiuteranno anche le barriere sommerse di scogli: «Le nostre celle sono molto protette dalle soffolte (cioè sommerse, ndr), che trattengono questo materiale nella vasca, materiale che al massimo verrà “scarrocciato” nei bagni vicini, come accaduto con l’intervento del 2019».

Il primo “esperimento” di ripascimento fai da te risale, infatti, a quella data ed è stato ripresentato per questa stagione, dopo lo stop del 2020. E così adesso, almeno in quel tratto di costa, la situazione è tornata accettabile. «Sembra di essere tornati alle spiagge degli anni ‘60», conclude Prosperi.

«L’effetto è buono – commenta a sua volta Manuela Bertelloni, del bagno Anna – abbiamo recuperato una quindicina di metri, e pure il fondale è stato rialzato. Magari a fine stagione non resteranno tutti quei metri, ma una buona parte sì». Una riprofilatura che peraltro non serve tanto ad aumentare i posti in spiaggia, bensì la qualità del servizio, come fanno notare i due balneari: «L’apporto di questo materiale ci consente di aumentare le distanze, più che i numeri. Lo facciamo non solo per il Covid, ma soprattutto per garantire maggiore distanza tra un ombrellone e l’altro. Così almeno chi sta in prima fila non è a ridosso della battigia, e chi vuole spostare un lettino non va a finire nello spazio di un altro». —

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