Il Tirreno

l’intervista 

Marcuccetti: «Per valorizzare il centro servono eventi di qualità e nuovi negozi»

Manuela D’Angelo
Marcuccetti: «Per valorizzare il centro servono eventi di qualità e nuovi negozi»

Il nuovo referente di Confesercenti: «Nessuno dei locali abusa degli spazi». E sui rifiuti: «Fino ad oggi un disastro»

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massa. Il centro storico di Massa e i suoi problemi decennali mai risolti totalmente: rifiuti, fondi sfitti o carissimi, ztl, spazi per tavoli e sedie, incentivi, suolo pubblico, attrazioni, clientela. Il Tirreno ha chiesto al neo delegato del centro storico per la Confesercenti, Lino Marcuccetti, un quadro della situazione, adesso che oltre ad essere un ristoratore di piazza Mercurio (suo il locale Mercurio27), riveste anche un ruolo di categoria. Uno sguardo più amplio che racchiude quello dei colleghi del centro storico di Massa. Una categoria che, più di altre, ha sentito la crisi economica causata dalla pandemia, come dimostrano le numerose chiusure, anche di catene e grandi marchi, che si registrano una dietro l’altra, nel centro della città.

Ma Lino Marcuccetti ne è sempre stato convinto e sempre lo rimarrà: «Il centro storico di Massa rimane uno dei più belli che io abbia mai frequentato, non soltanto per lavoro, e ne ho visti tanti quando giravo con la mia attività di street food per le piazze italiane. È per questo che ho deciso di metterci radici».

C’era bisogno di un altro ristorante? Alcuni residenti e commercianti della zona dicono che Massa sta diventando una mangeria.

«Non sono d’accordo. Il centro storico ha ancora molte attività che non sono legate alla ristorazione, anche se negli ultimi anni sono aumentati bar e pasticcerie. Nel mio caso specifico ovviamente spero che piazza Mercurio sia felice del mio locale. Ho portato una clientela diversa, non giovanissima, a cui piace mangiare gourmet, seduta ad un tavolo, ma con lo sprint dello street food».

Però state mangiando sempre più suolo pubblico alla piazza.

«Ogni locale, prima della pandemia, poteva usufruire solo del 50 per cento di suolo pubblico all’esterno rispetto alla sua superficie interna. Con la pandemia potremmo arrivare al 100 per cento, ma nessuno dei locali di piazza Mercurio, né del centro storico, sta usufruendo di questa agevolazione. Non ne stiamo abusando».

Qualcuno vi accusa di occupare ztl.

«Piazza Mercurio è una piazza pedonale. Non ci sono parcheggi da occupare. Non me la sento di dire che i ristoratori occupano uno spazio senza averne diritto. È vero, invece, che potrebbe esserci un piccolo problema di sicurezza, già segnalato al Comune, perché le ambulanze riescono a passare soltanto lato Carrara e non lato Viareggio. Ma so che stanno risolvendo la situazione».

Vi siete posti il problema dei troppi fondi sfitti?

«Sì. È stata una delle nostre prime richieste all’assessore Balloni. Un contributo per gli affitti sopra una certa soglia di prezzo e incentivi ad affittare fondi vuoti da più di un anno. A noi interessa molto anche che mettano mano a qualche sconto sulla Tari, che per molti è arrivata alle stelle».

E sui rifiuti?

«Un tasto dolente. Fino a pochi mesi fa gli esercizi del centro storico non effettuavano la raccolta differenziata, perché non sapevamo dove gettarla. Ci caricavamo ognuno i suoi rifiuti in auto, resti di ristorante, vetro, imballaggi, e ci portavamo via tutto. Finalmente adesso partirà il porta a porta anche per noi. Asmiu ritirerà l’organico ogni giorno e ci ha già consegnato il calendario per il resto dei rifiuti da differenziare. Dovremmo partire».

E per riportare gente in centro?

«Vorrei rispondere con una battuta, dicendo che in alcuni casi, come in piazza Mercurio, non abbiamo grossi problemi di gente in giro. Ma è vero, c’è bisogno di rivitalizzare il centro storico, a prescindere dalla pandemia. Ci aspettiamo quello che abbiamo sempre chiesto: iniziative di qualità e nuovi negozi di qualità per accattivare il giro dello shopping; sicurezza, cortesia, tipicità che solo qui possono trovare, per non andare altrove; l’arte a palazzo Ducale, la riapertura del nostro teatro. Non dobbiamo inventarci nulla, dobbiamo solo lavorarci insieme». —

Manuela D’Angelo

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