Il Tirreno

la crisi del territorio 

Quasi tremila posti di lavoro a rischio con lo stop al blocco dei licenziamenti

Luca Barbieri
Quasi tremila posti di lavoro a rischio con lo stop al blocco dei licenziamenti

Sindacati e istituzioni incontrano la Regione e chiedono un’accelerazione su bonifiche, porto e filiera del marmo  

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carrara. «Bene il tavolo, ma ora vogliamo risposte concrete in tempi stretti. Altrimenti mobilitazione...». Si rivedranno tra un mese con l’impegno regionale di poter parlare finalmente di tempistiche chiare. Perché il concetto che arriva dai tre segretari provinciali di Cgil, Cisl e Uil – Paolo Gozzani, Andrea Figaia e Franco Borghini – è chiaro: «Abbiamo riportato al centro della discussione il nostro territorio, ma ora c’è bisogno di azioni», sintetizzano dopo l’incontro fiorentino di lunedì sera con il presidente della Regione Eugenio Giani e gli assessori Leonardo Marras e Alessandra Nardini (presente anche il consigliere regionale, apuano, Giacomo Bugliani) e con il presidente della Provincia Gianni Lorenzetti,i sindaci di Massa e Carrara Francesco Persiani e Francesco De Pasquale, ma anche Matteo Venturi, presidente della Confindustria apuana, Mario Sommariva, presidente dell'Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure Orientale, Dino Sodini, commissario della Camera di Commercio, i rappresentanti degli artigiani, del mondo balneare, nonché quelli di Cna e Confartigianato.

Un incontro richiesto dalle sigle sindacali con forza e con numeri che lasciano poco spazio a interpretazioni: una fascia tra i 2-3 mila posti di lavoro a rischio con lo stop al blocco dei licenziamenti di cui si sta discutendo proprio in questi giorni. «Una tegola» che rende ancora più urgente la questione occupazionale del territorio e che si aggiunge a quel groviglio annoso tra bonifiche dai tempi dilatati, crisi industriale, vertenze, nodi irrisolti.

«Sarà un tavolo permanente con la Regione a coordinare, ma la vertenza rimane aperta. I punti sono vari. Si parlava di analisi e progettazioni di bonifiche già vent’anni fa. Sono necessari strumenti di programmazione regionale per riprendere un paio di accordi di programmi non ancora conclusi, ma anche per riappropriarsi delle vertenze, come Eaton, per arrivare a fondi sì per chi vuol fare impresa, ma anche per i lavoratori del territorio. Sulle bonifiche chiediamo tempi stretti per creare appetibilità, altrimenti stiamo valutando azioni anche nei confronti di Eni. Sulla portualità chiediamo tempi veloci per l'approvazione del Piano regolatore e in questo senso potrebbe tornare utile l’attuazione di una “zona logistica semplificata”. Sulla filiera del marmo abbiamo chiesto risposte, così come abbiamo chiesto agli imprenditori di fare la loro parte, oltre ai due soci maggiori – Comune e Regione – su Imm-CarraraFiere», mette in fila Gozzani prima di lanciare l’idea di una sorta di “consorzio” tra le forze imprenditoriali nostrane per «poter gestire sul territorio quei fondi che arrivano, penso all’edilizia scolastica, o al Waterfront».

Una base di partenza c'è già, peraltro, per il tavolo. E arriva da un precedente protocollo d'intesa con la Regione, dell'aprile 2015, «ma disatteso sulle politiche del lavoro e sulla formazione, sul capitolo degli ammortizzatori sociali», aggiunge e ricorda Figaia che chiede di «ripartire proprio da qui», ripercorrendo le partite aperte. «I tavoli sono importanti, ma vogliamo risposte e fatti per i lavoratori, soprattutto considerando l’aspetto del blocco licenziamenti su cui lotteremo per ottenere una proroga», chiosa Borghini. —

Luca Barbieri

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