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Nuovo regolamento, è ancora scontro «Ingiusto parlare di firme false»

Nuovo regolamento, è ancora scontro «Ingiusto parlare di firme false»

I negozianti replicano ad alcuni consiglieri comunaliLe categorie economiche ancora in attesa di un confronto 

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massa. Va bene il dialogo, massima disponibilità al confronto, ma a passare da chi fa “carte false” per avere ragione no. Lo dicono chiaro e forte i commercianti di Massa che hanno sottoscritto un documento in merito al regolamento comunale per il commercio e alla discussione intorno al provvedimento che è emersa anche in uno degli ultimi consigli comunali.

«Alcuni consiglieri hanno messo in discussione l’autenticità delle 146 firme su una lettera indirizzata al sindaco e all’assessore del Commercio con oggetto: “Richiesta confronto e revisione Regolamento per la valorizzazione dei luoghi del commercio nel centro storico e nel centro città” – scrivono Andrea Barlucchi, Patrizia Fazzi, Carla Job, Marco Pucci, Mirella Ricci, Paolo Vivoli, Elisabetta Zanetti insieme ai rappresentanti di Confesercenti – È stato affermato in più riprese che i commercianti non erano a conoscenza di quella richiesta di incontro e che non ne sapevano nulla, che molti di loro avrebbero firmato senza sapere cosa stessero sottoscrivendo o che avrebbero apposto firma e timbro su quel documento pensando fosse altro. Tali affermazioni sono molto gravi perché mettono in dubbio l’autenticità, la piena volontà e la consapevolezza dei commercianti, facendo intendere, senza nessuna verifica e attestazione da parte dei soggetti interessati, che quel documento non abbia nessun valore».I commercianti difendono quindi la propria professionalità: «Per questo meritiamo e vogliamo rispetto e non accettiamo da chiunque una qualsiasi supposizione alla nostra incapacità di intendere e volere – continua il documento – Invitiamo quindi i consiglieri comunali, che con le loro parole hanno messo in dubbio la legittimità delle firme, vista la certezza dimostrata dalle loro affermazioni a procedere tramite una formale denuncia all’autorità giudiziaria. Se, invece, le affermazioni sono supposizioni rimane salda la credibilità del documento firmato dai 146 commercianti».

Poi le categorie economiche dalla città tornano sul merito della questione e sulla richiesta già inoltrata con tanto di firme a supporto, di un confronto con il sindaco e con l’assessore al commercio per poter parlare del nuovo regolamento del commercio. «Purtroppo la scelta dell’amministrazione è stata di non concedere nessun incontro, neanche in videoconferenza, ma si è preferito rispondere (senza ascoltare) ad ognuno dei firmatari mandando una comunicazione pec e quindi senza capire e approfondire le loro richieste e senza chiarire o dipanare le perplessità su alcuni aspetti del regolamento».

I commercianti promotori della raccolta firme si sono quindi rivolti alle associazioni di categoria «perché eravamo certi dell’esistenza di alcune difficoltà di applicazione del regolamento del commercio alcune delle quali sarebbe surreale non venissero prese in considerazione. Infatti, ad esempio, l’articolo 9 impone che le tende possano essere presenti solo sopra la porta d’ingresso al negozio senza proteggere l’estensione completa della superficie vetrata. Sono vietati gli infissi in acciaio inox molto diffusi e vige l’ obbligo per le insegne di tutti i negozi di essere rettangolari o quadrate vietando insegne ovali o con parti curvilinee. Le associazioni di categoria hanno accolto favorevolmente le osservazioni ritenendole valide e aprendo un tavolo di discussione».

Ad oggi il risultato della battaglia dei commercianti è una proroga della scadenza dei termini di adeguamento slittata dal 31 luglio 2021 al 31 gennaio 2022. «Siamo pronti a collaborare – concludono i commercianti – nell’interesse della città, aprendo un dialogo costruttivo basato sulla reciproca fiducia che speriamo non venga messa nuovamente in discussione». —© RIPRODUZIONE RISERVATA



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