Sicurezza
La polizia ai giovani: non fuggite, denunciate
La campagna della questura rivolta alle scuole apuane per sensibilizzare sui maltrattamenti e il bullismo
massa. «Ci sono diversi motivi per cui vorresti scappare». Inizia così il dépliant che la polizia di Stato ha realizzato in occasione della giornata internazionale dei bambini scomparsi, che cadeva ieri. Una giornata che è un modo per ricordare l’importanza di mantenere sempre alta la guardia su un fenomeno particolarmente preoccupante: ragazzi e ragazze che fuggono perché sono impauriti, maltrattati, ingannati. E se nella provincia di Massa-Carrara non si parla di casi di bambini e ragazzi scomparsi, rimangono le storie e i numeri di quelli che scappano di casa perché appunto impauriti, maltrattati, così giovani ma così stanchi della loro breve vita.
E allora la questura di Massa, in occasione di questa giornata, ha preso contatti con il provveditorato per futuri incontri – covid permettendo – nelle scuole apuane. Incontri in cui gli agenti spiegheranno ai piccoli e ai giovani che c’è un’alternativa alla fuga ed è: parlarne con chi è in grado di aiutare. La brochure realizzata per questa giornata elenca tutti i numeri che i ragazzi possono chiamare per chiedere aiuto. A partire dal numero di emergenza unico europeo 112 (o in alternativa il 113), il numero 114 di Emergenza infanzia per la violenza sui minori, nonché il sito internet gestito dalla polizia di Stato it. globalmissingkids. org. In questo ambito può essere utilizzata, anche in forma anonima, l’App Youpol per comunicare direttamente con la polizia.
Ci sono poi due temi importanti che riguardano i giovani e su cui la polizia di Stato vuole tenere alta l’attenzione. Il primo è il cyberbullismo, sempre più diffuso tra i minori. Molti di loro però non sanno come uscirne, non sanno che la polizia può identificare il cyberbullo anche se il profilo social è finto. E magari non sanno nemmeno che anche un minore può chiedere l’ammonimento al questore per il cyberbullismo.
La polizia inoltre ricorda che è possibile «richiedere l’oscuramento, la rimozione o il blocco di qualsiasi dato personale, inclusi video e auto diffusi online, al gestore del sito internet o social network».
Il secondo tema è l’amore, quello che sembra della vita ma poi si svela un inferno. «Se hai paura – si legge nel dépliant – non è amore ma violenza domestica». E anche qui l’unica alternativa è denunciare. —
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