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il lutto 

Addio a Riccardo Pieretti, il “re” dei chicchi

Chiara Sillicani
Addio a Riccardo Pieretti, il “re” dei chicchi

Storico titolare della Casa del Caffè, se n’è andato ad 83 anni. Innovativo, ha inventato anche un macinino speciale

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Chiara Sillicani

carrara. Rimanere fermo era un’ipotesi che non contemplava Riccardo Pieretti. Lui la vita l’ha immaginata e vissuta in movimento, con lo sguardo al futuro. Fino a qualche giorno fa, quando quella vita di emozioni, ad 83 anni, l’ha salutata, circondato dall’amore della moglie Vallì e delle due figlie. Mai di retroguardia, la capacità di prevedere le novità lo ha sempre caratterizzato da quando, nel 1971, dopo la morte del suocero, prende in mano, con la moglie, la gestione della Casa del Caffè in via Roma, con l’abilità di chi sposa l’innovazione alla tradizione, il profumo dei sacchi di iuta con un nuovo modo di intendere l’esercizio pubblico. Certo che il comfort sia un valore, Riccardo Pieretti è il primo a Carrara a far installare nel negozio l’aria condizionata. È tra i primi, negli anni delle vasche e di una via Roma presa d’assalto, a regalare l’ora dell’aperitivo. Cambiare senza rompere con il passato. Vallì se li ricorda bene i primo cocktail e si ricorda ancora quando Riccardo decide di ampliare e ammodernare il locale: «Non voleva disorientare i clienti storici, i più anziani. E prima ha fatto i lavori nella parte nuova, poi, in una notte abbiamo spostato i mobili». Accompagnare alla novità, cambiare senza stravolgere. Lui che inventava e progettava. Come quel macinino fatto produrre alle Officine Vittoria: sono tempi d’oro e alla Casa del Caffè c’è la fila. I chicchi arrivano verdi e in via Roma vengono tostati: Riccardo scopre di essere allergico alla polvere di caffè e tosta bardato come un medico in sala operatoria. Guanti, mascherina tuta. Si protegge, ma non demorde. Il macinino lavora a ritmo incessante, il motore si scalda così tanto che Riccardo lo raffredda con sacchi di ghiaccio. Ecco allora l’idea innovativa: lui, che ha lavorato alla Riv e la meccanica la conosce, inventa un macinino anti surriscaldamento. E lo fa produrre. Una vita di successi: negli anni ’90 la Casa del Caffè sbarca anche a Massa all’angolo tra via Pacinotti e viale Trieste. E oggi è un pezzo di storia e di identità. Nella nuova sede in via Verdi a Carrara e in quella a Massa. Pezzo di storia e di identità anche di una famiglia. Ed è proprio la famiglia di Riccardo, la moglie e le figlie, che ringraziano oggi chi è stato fino all’ultimo accanto a quell’uomo, fucina di idee, che tostava il caffè con la tuta da astronauta. Un grazie a medici, infermiere e operatrici sanitarie dell’ospedale di Fivizzano e dell’hospice per la grande umanità e professionalità. Le due doti che Riccardo ha messo sempre nel suo lavoro. Al torefattore e davanti ai clienti. —© RIPRODUZIONE RISERVATA

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