«Il porto del futuro porterà più lavoro» Bellanova punta su crociere e ampliamento
La viceministra rilancia anche il raddoppio della Pontremolese: «Infrastruttura importante, non può attendere ancora»
Luca Barbieri
CARRARA. Lo scalo carrarese del futuro porterà lavoro. Come? A suon di progetti: dalla crocieristica alle infrastrutture sancite dal piano regolatore, sul quale resta il nodo tempi. Ma c'è anche il tavolo regionale per risolvere la questione dell'erosione. E i numeri: +6% in termini di traffici nel primo trimestre del 2021 e una curiosità che raccontano i vertici dell'autorità portuale: «Un paio di giorni fa non sapevamo dove mettere le navi in banchina...». Tanti i temi, inevitabilmente, nell'incontro carrarese – a seguito dell'omologo spezzino – con la viceministro alle infrastrutture e mobilità sostenibili Teresa Bellanova con la presidente della commissione trasporti e telecomunicazioni della Camera Raffaella Paita (entrambe di Italia Viva). Una visita ai porti di La Spezia e Carrara avvenuta ieri tra visite istituzionali e quelle direttamente con gli operatori. E partiamo allora dalla prima tappa apuana nella sala dell'autorità portuale con il presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure Orientale Mario Sommariva, il segretario generale Farancesco Di Sarcina, il direttore della sede carrarese Luigi Bosi e il comandante in seconda della Capitaneria di Marina Paolo Margadonna; tra i presenti della giornata con la viceministro a Carrara anche il deputato di Italia Viva, Cosimo Maria Ferri. «Queste presenze testimoniano la vicinanza di Roma: per noi non esiste tra La Spezia e Carrara un porto maggiore e uno aggregato: la visione è paritaria», apre Sommariva prima di arrivare al piano regolatore di recente presentazione: «Speriamo di approvarlo in tempi brevi: va a ridurre le dimensioni rispetto al precedente, un piano razionale di corretto dimensionamento dello scalo, nel quale abbiamo preso in considerazione tutte le componenti ambientali». Poi le crociere: «Lo sviluppo del porto di Marina è una grande opportunità, pensiamo a Baker Hughes con trasporti nei quali Marina di Carrara ha maturato grandi capacità e gestione. Altro punto importante – va avanti – la vocazione turistica: vogliamo consolidare l'attività delle crociere. Marina ha dei limiti strutturali: alcune navi non possono entrare. Il tema cruciale, anche qui, la sinergia con La Spezia, determinato dalla gestione unica della stazione marittima spezzina dei tre più grandi armatori del settore (Royal Caribbean, Msc e Costa Crociere): è possibile strutturalmente e in maniera forte solo se riusciamo ad approvare il piano e quindi allungare la banchina Taliercio per l'approdo di navi da 300 metri». E così, prima di passare la parola alla viceministro, ecco spuntare il nodo-erosione. E fa sapere Sommariva: «Con la Regione vogliamo fare un piano strutturato e permanentemente di ripascimento dei litorali. L’erosione non è collegata a un’espansione del porto, ma le nuove opere del piano regolatore dialogano con il territorio e le sue attività (quella balneare, per esempio). La task force ancora non è partita. Ne parleremo con la Regione, sarebbe opportuno però che il procedimento per la pianificazione dell'iter del piano fosse finalmente incardinato: sarebbe utile che con l'avvio del piano si aprisse parallelamente un tavolo regionale con i comuni interessati dal fenomeno erosione», chiosa. Poi è la viceministro Bellanova che promuove lo scalo e traccia la direzione: «Qui si gioca una partita importante per la classe dirigente. Dobbiamo anche saper far viaggiare le merci che produciamo, facendo arrivare i nostri prodotti di eccellenza in quei luoghi che possono permettersi il costo del made in Italy. Quando si parla di porti, si parla di possibilità per il futuro di generare lavoro e con nuove competenze parliamo di lavoro qualificato. La sfida della collaborazione qua – tra Carrara e La Spezia – è già vinta».
E in coda non poteva mancare la Pontremolese: «Abbiamo parlato con il commissario dell'opera e con Rfi: l’impegno è quello di velocizzare la progettazione, destinando risorse per poi capire il costo e i tempi dell’opera per la valutazione costi-benefici. Se ne parla da troppi anni: c’è necessità di farla per un ritorno in termini di sviluppo e posti di lavoro», sottolinea. Poi, prima dell'incontro con i vertici regionali e locali di Italia Viva al Bagno Doride, la visita agli operatori del porto tra i quali quella con Antonio Musso, amministratore delegato di Grendi Trasporti Marittimi e Costanza Musso, amministratore delegato di M.A. Grendi . —
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