Sicurezza
Dallo studio dei geni dei malati apuani una speranza per combattere il Covid
L’ospedale di Massa parteciperà alla ricerca che vuole capire perché il virus colpisce di più alcune persone anziché altre
MASSA. Perché il Covid si manifesta in alcuni pazienti, come un banale raffreddore e in altri sotto forma di gravi polmoniti che costringono al ricovero anche in terapia intensiva? Cosa fa sì che ci siano pazienti sintomatici e asintomatici? E come si può prevedere quali pazienti rischiano di avere una sintomatologia più grave di altri nel caso in cui contraggano il Covid?
Da oltre un anno i medici di tutto il mondo cercano d dare risposte a domande come queste. Fondamentali nella battaglia contro il Covid, nella ricerca di terapie efficaci e nella prevenzione del virus. E in questa battaglia, adesso, giocherà la sua parte anche l’ospedale delle Apuane, sotto la guida della dottoressa Antonella Vincenti.
L’ospedale è infatti uno degli enti che collaborerà attivamente alla ricerca ribattezzata Gen-Covid condotta dall’Università di Siena e che già annovera alcuni prestigiosi partner a livello regionale. Gen-Covid è di fatto una rete di professionisti e strutture specializzate, al momento oltre 35 ospedali, 16 unità Usca e 8 dipartimenti di medicina preventiva. Il coordinamento dle progetto, per l’Università di Siena, è affidato alla professoressa Alessandra Renieri. Sono coinvolti medici di diverse specialità, dalle malattie infettive all'anestesiologia, malattie respiratorie, cardiologia, reumatologia, neurologia, specialità otorinolaringoiatriche e genetica medica. L’obiettivo è predisporre una sorta di biobanca di campioni «al fine di sviluppare un approccio genetico per comprendere la variabilità clinica dell'emergenza sanitaria pubblica COVID-19» si legge della presentazione del progetto. Con circa 50 pazienti anche la provincia di Massa Carrara, tra le più colpite a livello nazionale dall’emergenza sanitaria, darà dunque il proprio contributo.
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