Il dolore
Porta al Tar il Comune, ma il ricorso è respinto
aulla. Gli argomenti – urbanistica e tribunale amministrativo – sono tecnicissimi. Ma il nocciolo della questione è che se il Tar di Firenze avesse accolto un ricorso, l’impianto urbanistico e di pianificazione territoriale del comune di Aulla sarebbe stato a rischio. Sì perché una società, che si occupa di esplosivi ed ha un immobile nell’aullese, ha chiesto al Tar di annullare non solo una serie di concessioni rilasciate dall’ente pubblico, ma anche gli strumenti urbanistici nelle parti in cui autorizzano edificazione nelle vicinanze del suo immobile. Il motivo – sostiene la ricorrente – è che le concessioni limitano le potenzialità di espansione della società. Le normative sugli esplosivi sono restrittive e impongono precisi iter e rispetto delle distanze: la presenza di edifici impedirebbe quindi di allargare l’immobile.
La questione arriva di fronte al Tar, il Comune di Aulla è rappresentato e difeso dall’avvocato Fransceco Mazzoni. È lui a sostenere – e il Tar gli darà ragione – che il ricorso non sia ammissibile. Per due motivi: perché si contestano solo tre delle nove concessioni rilasciate e perché – spiega il legale – c’è un difetto di interesse: la società che ha promosso il ricorso – è la tesi di Mazzoni– non ha interesse diretto essendo solo proprietaria dell’immobile. La gestione dell’attività aziendale è, infatti, di un’altra società che il ricorso non l’ha promosso. Il Tar dichiara improcedibile il ricorso e condanna la ricorrente al pagamento di 2mila euro di spese, con il risultato – il più importante per il Comune di Aulla – che l’impianto urbanistico non deve subire alcuna modifica. —
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