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la sentenza 

Finti rimborsi, ex sindaco di Aulla assolto

Melania Carnevali
Finti rimborsi, ex sindaco di Aulla assolto

Roberto Simoncini era stato accusato di peculato e falso per trasferte che, secondo la procura, non erano istituzionali

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Melania Carnevali

aulla. La procura di Massa lo aveva accusato di peculato e falso per presunti finti rimborsi spese per trasferte mai fatte, o fatte non per fini istituzionali, per un totale di circa 11mila euro.

Ieri pomeriggio, l’ex sindaco di Aulla, Roberto Simoncini, difeso dagli avvocati Mirco Battaglini e Giovanna Daniele, è stato assolto da entrambe le accuse dopo cinque anni di processo.

Un’istruttoria lunga e articolata, dove sono state passate al setaccio tutte le voci di spesa di cui Simoncini avrebbe, secondo l’accusa, usufruito senza diritto. Rimborsi spese anche piccolissimi, di uno o due euro, come scontrini del caffè e del parcheggio.

I fatti contestati risalgono al 2011 e terminano nel 2013, anni in cui lui è alla guida del Comune. Secondo la procura, proprio in qualità di sindaco «induce in errore» l’impiegato comunale addetto all’esame delle missioni, facendosi corrispondere dei rimborsi per false trasferte.

La cifra totale calcolata dagli inquirenti è di 10.917,46 euro per appunto «missioni in realtà non effettuate – si legge nel decreto che ne dispose il giudizio – o effettuate per ragioni non istituzionali del suo ufficio o al più per ragioni di rappresentanza».

Di questi quasi undicimila euro, oltre tremila sarebbe stati per pasti «non dovuti»; altri quasi quattro mila per pernottamenti anche questi «non dovuti»; altri quattromila per le indennità chilometri. Più erano stati contestati importi «di difficile o impossibile quantificazione» per gli accompagnamenti o il recupero di persone.

E questa era l’accusa di peculato. Simoncini, di conseguenza, era stato accusato anche di falso perché «formando nell’esercizio delle funzioni di sindaco la richiesta tendente a ottenere il rimborso delle spese per missioni effettuate per ragioni del suo ufficio di sindaco attestava falsamente fatti dei quali le richieste stesse erano destinate a provare la verità e cioè che le spese erano state sostenute per missioni effettuate per l’appunto per ragioni del suo ufficio».

Quando, nel 2016, venne rinviato a giudizio, il caso giudiziario diventò subito anche un caso politico, con l’allora sindaca Silvia Magnani che rincarò la dose facendo notare l’elevato ammontare dei rimborsi richiesti dal suo precedessore, rispetto ai suoi.

Ma durante i cinque anni di dibattimento, la difesa è riuscita a dimostrare che quelle voci di spesa erano relative a reali trasferte effettuate in qualità di sindaco di Aulla. Al termine dell’udienza, l’ex sindaco Simoncini si è detto «soddisfatto e contento» per l’assoluzione. —

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