La manifestazione
Progetto variante Aurelia il Comune non si ferma
massa. È una conciliazione di interessi. Da una parte c’è chi vive a Turano e di sentirsi passare i camion sotto casa, con tanto di vetri che tremano come arrivasse un terremoto ogni cinque minuti, non ne ha più voglia. Dall’altro ci sono i residenti di via Gorine, via Salicera, via Due Madonne e via Sei Ponti che non fanno certo i salti di gioia all’idea che davanti casa loro passi la variante Aurelia. Un chilometro e mezzo, alternativo al tracciato storico dell’Aurelia, che unirà Montignoso (all’altezza dell’Ospedale del Cuore) alla stazione, spostando dal centro il traffico.
I cittadini delle frazioni in cui quella striscia di asfalto di un chilometro e mezzo scorrerà, si sono già costituiti in comitato e contestano la realizzazione dell’opera. Opera di cui, in quel di Massa, si parla da oltre 20 anni.
Il sindaco Francesco Persiani, proprio ai cittadini aderenti al comitato, ricorda infatti che la paternità del progetto, che la sua giunta punta adesso a realizzare, non è della sua amministrazione. Del resto dell’opera si è cominciato a ragionare con concretezza nel 2011 con la firma a marzo di quell’anno, di una prima convenzione tra Anas, Regione Toscana, Provincia di Massa-Carrara e Comune di Massa. Il sindaco, fatta la premessa, invita a cogliere però l’occasione del cambiamento, a non pensare che quel cambiamento si debba sempre realizzare a casa d’altri: «Il progetto della variante Aurelia – ribadisce ancora – certo non l’ho inventato io, la mia amministrazione dà continuità ad una infrastruttura strategica per la città. Vogliamo sempre che il mondo cambi, a ma casa di qualcun altro. Anche piazza Palma – il sindaco si affida all’esempio – è stata contestata, ora è una piazza vissuta, apprezzata, amata. Ricordiamo che le conclusioni si traggono sempre alla fine». —C.S.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
