Il Tirreno

la storia 

Per costruirlo furono demoliti i vecchi lavatoi e il campettto “d’l biancuspin”

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avenza. «Tra le varie aree malmesse oggetto periodico di “degrado tour” c’è l’ex mercato coperto di Avenza. Figlio del disegno di riorganizzazione urabana di Carrara, dell’architetto Luigi Piccinato, è uno dei tre pensati per superare i mercatini rionali dei centri maggiori della struttura urbana: Carrara, Avenza e Marina». A ripercorre le tappe del mercato coperto è lo storico Pietro di Pierro. «Firmato dallo stesso Piccinato, il progetto fu presentato nel 1960, ma dovette aspettare sei anni perché vedesse la sua realizzazione, nello spazio compreso tra Via Gino Menconi, via Luni e via Argine Sinistro Carrione – spiega – Si trova nelle immediate adiacenze del centro medievale di Avenza, anzi ne occupa parzialmente il fossato, a pochi metri dalla torretta d’angolo delle mura e a pochi passi dal piazza Finelli dove si svolgeva il mercato agroalimentare che doveva “superare” . Per costruirlo furono demoliti il vecchio lavatoio, i gabinetti pubblici e sparì il campetto “d’l biancuspìn” delle nostre mille partite a pallone. Le cronache di allora lo definirono il “meno fotogenico” dei tre, obiettivamente, per la tamponatura esterna in moduli prefabbricati standard, peraltro difformi dal disegno originale». «In realtà, nella sua struttura architettonica è di una straordinaria praticità: era composto di undici moduli a “fungo” , che poi saranno portati a quindici nei primi anni settanta, a pianta quadrata e ad imbuto, con impluvio centrale nel pilastro portante. Questo accorgimento consente di utilizzare al massimo gli spazi, essendo i pilastri a distanza di una decina di metri l’uno dall’altro. Dispone inoltre di un piano seminterrato sotto il livello dell’argine, come magazzino e garage, più esteso del piano elevato. Il compendio è collegato con un ponte di ingresso al loggiato del palazzo Roggero su via Gino Menconi – continua – La storia del commercio però ha finito col superare anche i nuovi schemi e, nei primi anni novanta, cessava l’attività. In realtà la parte seminterrata, già sede di uno store all’ingrosso, fu utilizzata dal municipio come magazzino comunale fino a pochi anni fa. La cronaca di oggi lo vede nel più completo abbandono, con vetri rotti, tondini scoperti e, soprattutto, con le coperture ad imbuto pericolosamente piene di acqua piovana per l’occlusione degli scarichi». «I vincoli di destinazione d’uso commerciale e quelli idrogeologici, ne hanno frenato diversi utilizzi prospettati; si ricorda quello presentato dall’Asl intorno al 2000, ma si erano fatti avanti dei privati per vari utilizzi (si dice anche Zucchero Fornaciari come sala di registrazione). L’ultima proposta è la “dichiarazione di interesse” della Pubblica Assistenza, per spostarvi alcune delle attività del palazzo di via Luni e razionalizzare i propri spazi. Per questi motivi l’Associazione Pro Loco Avenza sulla Francigena, ha presentato tra le proprie osservazioni al POC, quella di rendere meno rigidi i vincoli di destinazione d’uso commerciale dell’ex mercato, in modo di facilitarne le utilizzazioni sempre nell’ambito della pubblica fruizione».

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