Sicurezza
Sparisce l’impastatrice pignorata da Equitalia: assolto il custode
L’incaricato delle vendite giudiziarie andato a recuperarla al posto della pizzeria aveva trovato uno studio fotografico
Melania Carnevali
villafranca. Quella macchina impastatrice era stata pignorata da Equitalia per una cartella mai pagata, ma, quando l’incaricato dell’istituto vendite giudiziario, nel febbraio del 2018, è andato nella pizzeria per ritirarla, in vista dell’asta, non l’ha trovata. La pizzeria non c’era più. Al suo posto c’era un negozio di foto. Per questo, il titolare del locale, un cinquantenne di Villafranca in Lunigiana, difeso dall’avvocato Paolo Fraschini, è finito a processo con l’accusa di “mancata esecuzione dolosa di un provvedimento del giudice”. Era stato infatti nominato custode dell’oggetto pignorato. Il giudice del tribunale di Massa Ermanno De Mattia lo ha però assolto per insufficienza di prove.
I fatti sono accaduti nel 2017, anno in cui l’impastatrice viene pignorata. Il 50enne ha sempre dichiarato di non aver mai spostato dal locale quel macchinario. Secondo la sua ricostruzione è sempre stato custodito all’interno di una casetta in legno situata all’esterno, anche se, dopo il pignoramento, aveva trasferito la pizzeria in un’altra sede.
Fatti confermati dalla persone chiamate a testimoniare. La prima, la moglie, che ha dato la stessa versione del marito. Il secondo, il proprietario dello studio fotografico aperto al posto della pizzeria, ha confermato che nel cortile del negozio c’è la casettina di legno e che all’interno c’è l’impastatrice. Secondo la sua ricostruzione, nessuno è mai entrato nel negozio qualificando come incaricato dell’ufficio vendite giudiziarie.
Anche il 50enne, secondo la sua ricostruzione, non è mai stato informato dell’arrivo dell’incaricato dell’Ivg. Lo ha scoperto solo quando i carabinieri gli hanno comunicato che era stata presentata una denuncia nei suoi confronti. E a nulla sono serviti i tentativi di conciliazione.
Secondo il giudice «l’imputato deve essere assolto, essendo insufficienti le prove dell’elemento materiale del reato per cui si procede».
Dall’istruttoria, si legge nella sentenza del giudice De Mattia, «è emerso esclusivamente che nel luogo dove era custodita l’impastatrice pignorata nell’aprile 2017, nel febbraio 2018 non era più presente la pizzeria dell’imputato custode del predetto bene ma vi era uno studio fotografico di un’altra persona». Tuttavia, dice il giudice «non risulta provato che, nel febbrai del 2018, il bene in questione non si trovasse nel predetto luogo di custodia».
Anzi: «dalle dichiarazione del teste (il proprietario del nuovo negozio, ndr) risulta che, nonostante il trasferimento della pizzeria in altro luogo, il predetto bene non era stato spostato ma era rimasto nell’immobile dove prima vi era la pizzeria». Per questo «non può ritenersi provato, al di là di ogni ragionevole dubbio, che l’imputato abbia sottratto (o soppresso o distrutto o disperso o deteriorato) il bene che era stato pignorato». —
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